Katalinic (ex allenatore di Rebic): "Ante a suo agio con Ibra. A Spalato..."

21.02.2020 21:36 di Thomas Rolfi Twitter:    Vedi letture
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Katalinic (ex allenatore di Rebic): "Ante a suo agio con Ibra. A Spalato..."

Ivan Katalinic, ex allenatore di Ante Rebic ai tempi dell’RNK Spalato, nell’intervista rilasciata al sito europacalcio.it ha parlato dell’attaccante del Milan, che in questo inizio 2020 si sta rivelando un giocatore preziosissimo per i rossoneri: "Rebic sta facendo molto bene, e non parlo solo per sentito dire: mio figlio è tifoso del Milan, quindi guardiamo sempre assieme le partite dei rossoneri. Rebic è in un momento davvero brillante, 6 gol in 8 gare non può essere un dato puramente casuale".

Sull’intesa tra Rebic e Ibrahimovic: "Giocando assieme a Ibrahimovic credo che ora Rebic si trovi maggiormente a suo agio e sia anche più felice. Del resto conosciamo tutti bene l’esperienza e il carisma del giocatore svedese".

Sull’esperienza di Rebic alla Fiorentina: "Va detto che quando approdò a Firenze era anche molto giovane. Per via di questo, credo che forse l’allenatore della Fiorentina non avesse compreso bene quali fossero le sue vere caratteristiche. E anche il problema della lingua, specie quando passi dalla Croazia all’Italia, non è mai da sottovalutare. All’Eintracht Francoforte Rebic ha giocato molto meglio, e non a caso con Kovac, croato anche lui e con cui parlava la stessa lingua, si è trovato benissimo e ha reso alla grande. A ogni modo, Ante è un bravissimo ragazzo".

Sulle sue qualità ai tempi dell’RNK Spalato: "Ricordo ancora quando nel 2011 arrivò in prima squadra a 17 anni, e al suo esordio in campionato segnò subito alla Dinamo Zagabria. Lo inserii all’inizio del secondo tempo e verso il ’90 realizzò il gol dell’1-1 finale. Di lui ho apprezzato molto il suo essere già un tipico giocatore moderno, in quanto sapeva adattarsi benissimo alle varie e diverse situazioni. Senza poi dimenticare la sua velocità e l’abilità nell’uno contro uno".

Su cosa pensò quando Rebic lasciò la Croazia: "Come ti dicevo, pensavo alla difficoltà della lingua. E al fatto che giocare in Italia non è facile per un giovane. Ma nello stesso tempo ero contento per lui in quanto sapevo che andava in un club importante come la Fiorentina. Il suo percorso lo ha fatto e lo sta facendo, e sono certo che sia maturato molto, perché non è semplice fare il calciatore una città movimentata e piena di vita come Milano, a volte ci si perde. Sotto questo aspetto gli anni a Francoforte devono averlo aiutato molto. Gli auguro davvero di continuare a giocare come ha fatto in queste ultime otto partite".