Lo storico medico del Milan: "Baresi e Maldini: non si scappava dal milanismo. Se non capivi questa cultura venivi subito estromesso"

Lo storico medico del Milan: "Baresi e Maldini: non si scappava dal milanismo. Se non capivi questa cultura venivi subito estromesso"MilanNews.it
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Oggi alle 16:30News
di Antonello Gioia

Rudy Tavana, storico medico del Milan, è stato intervistato da Radio Rossonera.

Come si trasmette un concetto così ampio come quello del Milanismo?
“Prima era facile. Baresi, poi Maldini. Non si scappava. Tu entravi e subito percepivi un clima differente. E questo me l'han detto fior di campioni: ‘Il Milan è un’altra cosa'. Se non capivi questa cultura venivi subito estromesso, e quindi anche in campo non stavi più bene. Era proprio l'attenzione a rispettare i valori della nostra società. Quando ci si allenava, la mattina si stava a Milanello, e il pomeriggio si andava a Solbiate Arno, affinché i tifosi allo stadio potessero vedere l'allenamento. E anche a Milanello non c'erano i teloni, si poteva vedere. E i tifosi hanno avuto sempre rispetto per le persone che lavoravano nel Milan, calciatori compresi”.

Che cos'è per lei il Milan?
“Il Milan è stato la mia vita. Io lo ero già da bambino come tutta la mia famiglia, e quindi arrivarci, oltre che un grande salto professionale, è stato soprattutto all'inizio anche un insieme di fattori emozionali. Il rapporto che si creava coi dirigenti, e mi riferisco in particolare a Berlusconi, era oltre il semplice rapporto con il proprio capo. Vi racconto un aneddoto: a Milanello un giorno mentre mangiavamo, il Presidente Berlusconi da dietro mi tagliò la cravatta e mi diede la sua, personalizzata, dicendo: ‘Vede dottore, noi domani giochiamo una partita e la sua cravatta ha i puntini viola’. Il viola porta sfortuna. Ma questa non è stata una prevaricazione del Presidente rispetto al medico, è un gesto che indica un rapporto amichevole. Questo è il Milan”.