Milan, Sesto si propone per ospitare San Siro: ma è una proposta seria e quante possibilità ci sono?

11.09.2019 00:36 di Luca Vendrame   Vedi letture
Fonte: di Luca Pagni per bollettinomilan.wordpress.com
Milan, Sesto si propone per ospitare San Siro: ma è una proposta seria e quante possibilità ci sono?

“Se il progetto presentato da Inter e Milan dovesse avere dei problemi, noi siamo pronti ad offrire una alternativa. Non vogliamo gufare, ma nel caso la nostra è una proposta credibile”. Dopo il quartiere San Siro, c’è un altro candidato per la costruzione del nuovo stadio a cui stanno pensando Milan e Inter. In realtà, è una vecchia proposta con un vestito nuovo: l’area delle ex acciaierie Falck di Sesto San Giovanni. Per Milano sarebbe uno smacco. Per Sesto sarebbe l’ideale per il rilancio definitivo di una delle aree ex industriali più grandi d’Europa che da una decina d’anni non riesce a trovare il suo disegno definitivo. A riproporre la candidatura è stato Giuseppe Bonomi l’amministratore delegato di MilanoSesto, la società che si sta occupando del rilancio urbanistico dell’area. Bonomi è un avvocato, già presidente della Sea, la società che gestisce Linate e Malpensa, leghista della primissima ora. Ma agli incarichi di partito ha sempre preferito quelli manageriali. Ma questo non significa che non abbia un grande senso politico. Come ha dimostrato con l’intervista rilasciata all’agenzia Ansa, in cui rilancia la candidatura delle ex aree Falck per la realizzazione del nuovo stadio di San Siro. Perché proprio ora? Si tratta di una proposta seria e quante possibilità ha di concretizzarsi? Per rispondere bisogna capire cosa sta accadedo al progetto al quale stanno lavorando Milan e Inter per la realizzazione di un nuovo stadio al quartiere di San Siro a MIlano. Il 10 luglio è stata presentata la domanda ufficiale in Comune e sono state invitati quattro studi di architettura (ora ridotti a due) per il disegno definitivo dell’impianto e del masterplan di tutto il quartiere che verrà ridisegnato, con centro congressi, centro commerciale, spazi ricreativi, aree pedonali e viali alberati. Il progetto dovrà avere il via libera dal consiglio comunale. Ma c’è il rischio che le opposizioni (centrodestra, Lega e Cinquestelle) votino contro per esigenze elettorali (a Milano si vota fra due anni), magari per cercare consensi tra quella parte di residenti che potrebbero opporsi al progetto. Il sindaco Beppe Sala è conbattuto: da un lato, è dura rinunciare a 1,2 miliardi di investimenti (600 solo per lo stadio), più tutto l’indotto, e dire di no a due società che sono anche un “marchio” milanese, oltre che conosciute in tutto il mondo. Per non dire che l’area di San Siro aspetta da 30 anni (da quando è crollato il vecchio Palasport) di essere ridisegnata. C’è chiaramente un problema di volumetrie: Milan e Inter hanno chiesto più di quanto sarebbe consentito dalle regole urbanistiche. Il sindaco Sala dovrebbe aprire una trattativa, ma vuole che il dibattito avvenga “nella più totale trasparenza”. E ha invitato Milan e Inter a presentare il progetto definitivo il prima possibile. In pratica, un invito a metterlo a disposizione del quartiere, del consiglio comunale, della pubblica opinione. Del resto, si può capire il sindaco Sala. Quando, da commissario straordinario dell’Expo, ha preso decisioni in tempi rapidi per arrivare in tempo all’inaugurazione dell’Esposizione è poi stato indagato della magistratura (per la verità, senza subire conseguenza alcuna al termine dell’inchiesta). Per cui ora vuole muoversi con grande attenzione. Ma ovviamente c’è il rischio che la politica posss rallentare il progetto. Da qui, la proposta “politica” di Bonomi e dell’area di Sesto. Nell’indecisione di Milano, potrebbe approfittarne il comune confinante. L’area ex Falck e’ grande a sufficienza, è servita dalla metropolitana, è vicina alle grandi arterie autostradali, sarebbe il lancio definitivo per un recupero urbanistico che non è mai decollato. Conclusione e risposte. Non c’è dubbio che Milan e Inter preferirebbero costruire il nuovo stadio nello stesso quartiere dove ora sorge il Meazza. Ma è anche vero che uno stadio nuovo è fondamentale nel piano economico che dovrebbe riportare i due club ai vertici europei. E non possono certo aspettare. Magari, Bonomi ha fatto loro solo una grande assist per spingere il sindaco Sala e il consiglio comunale a darsi una mossa. Ma in caso contrario, Sesto è pronta veramente a fare sul serio.