MN - Gabbia verso il Verona: "Stiamo lavorando bene e tanto. Non ci deve essere il pensiero che possa essere facile"
Siamo nella fase finale della stagione, quella in cui si decide tutto. Il Milan arriva da quattro sconfitte nelle ultime sette di campionato, ma è comunque terzo in classifica e pienamente padrone del proprio destino: l'obiettivo Champions League, dichiarato con fermezza da Allegri ad inizio stagione, è ancora ampiamente alla portata.
Momento di campo e fuori, il futuro di Allegri e la sua grande importanza per la squadra: la redazione di MilanNews.it ha intervistato in esclusiva Matteo Gabbia, uno dei senatori dello spogliatoio rossonero, discutendo di questo e tanto altro. Di seguito le dichiarazioni del difensore italiano, ormai prossimo al rientro in campo dopo aver recuperato dall'operazione subita ad inizio marzo.
Quanto è importante vincere a Verona? È l’unica cosa che conta in questo momento…
“È fondamentale, è una partita importantissima che in questa settimana stiamo cercando di preparare davvero al meglio. Stiamo lavorando bene e tanto. È una partita che andrà presa nella maniera giusta, senza avere minimamente il pensiero che possa essere facile perché il Verona è una squadra viva, che in parecchie partite ha raccolto anche meno di quello che meritava. Per ultima mi viene in mente quella con la Fiorentina, dove ha perso ma ai punti era quasi più il Verona che meritava, almeno di fare un gol. Una squadra viva, che va presa nella maniera giusta. Noi dovremo essere attenti, bravi, uniti, da squadra, per cercare di portare a casa i tre punti che in questo momento, e come sempre, sono la cosa più importante”.
La difesa a 3 vi ha ridato tante certezze e sicurezze. Fino a poco tempo fa siete state una delle squadre che aveva subito meno gol in Europa:
“Penso che sicuramente il motivo un po’ sia quello, ma mi attacco anche al discorso di Adrien. Nel senso che ho letto quello che aveva detto, è qualcosa di vero. Quando giochiamo siamo uniti, cattivi, sempre tutti a sputare sangue fino all’ultimo secondo e senza queste cose diventa tutto molto più difficile, a prescindere poi da quello che può essere il modulo. Conta quello che abbiamo dentro, quello che mettiamo nel campo: quando arriviamo in partita fa la differenza. L’unica cosa che dobbiamo fare domenica è questa”.
intervista di Antonio Vitiello e Pietro Mazzara.

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