Undici - Perché demolire San Siro è una scelta inevitabile

16.07.2019 19:01 di Redazione MilanNews Twitter:    Vedi letture
Fonte: rivistaundici.com
Undici - Perché demolire San Siro è una scelta inevitabile

Il portale rivistaundici.com riporta che la demolizione di San Siro è una scelta inevitabile in quanto la struttura dello stadio milanese non permette a Milan e Inter di monetizzare l'intera esperienza del matchday. L'avvicinamento alla partita si consuma in strada anziché dentro l'impianto perché quest’ultimo non è stato progettato con questo scopo: nei settori sprovvisti di benefit del Meazza, il tifoso non ha infatti modo di riempire i tempi morti, motivo per cui tende a farlo fuori dallo stadio. Il cosiddetto matchday, l'esperienza che prescinde dalla partita pur ruotando attorno ad essa, è quindi ostacolato dallo spazio a disposizione.

Nonostante i tanti tifosi che ogni anno accorrono a San Siro per le partite casalinghe di Milan e Inter, le potenzialità dello stadio meneghino sono purtroppo inespresse: l'Inter, i per esempio, ha raggiunto la quota record di 45 milioni di ricavi da stadio nel bilancio dell'ultima stagione, eppure non si avvicina allo standard di chi ha recentemente edificato un nuovo stadio per valorizzare al massimo la matchday experience come il Bayern Monaco (104 milioni nel 2017/18 ricavati dall'Allianz Arena) e l’Arsenal (112 milioni dall'Emirates). Il fatto che i tifosi rimangano fuori dall'impianto per un tempo simile, se non superiore, alle due ore in cui sono dentro per vedere la partita, porta ad una distorsione dell'identificazione dei tifosi stessi. Si riconoscono più nel Meazza che non nelle attività del club di appartenenza, più nell'immagine dello stadio che non nell'esperienza che quest'ultimo può offrire.

La possibile demolizione di San Siro ha scatenato parecchie polemiche perchè il Meazza è uno simboli storici di Milano. Al netto del discorso sentimentale e morale, la demolizione di San Siro è sostenuta anche da una questione pratica: ristrutturarlo significherebbe infatti limitarne la capienza per almeno due stagioni e obbligare i tifosi ad una convivenza forzata con cantieri piuttosto invadenti. Non è inoltre possibile ipotizzare un intervento separato come accadde per il terzo anello, quando gli undici pilastri furono progettati esternamente proprio per consentire a Inter e Milan di continuare a giocare durante i due anni di lavori.

Diversi tifosi hanno poi anche criticato la scelta di Milan e Inter di costruire uno stadio insieme invece che averne uno a testa. Dietro a questa decisione ci sono motivazioni soprattutto economiche: oltre al prezzo della ristrutturazione, preoccupa il costo necessario per mantenere in vita un impianto di simili dimensioni. Basti pensare che gli ultimi bilanci di M-I Stadio Srl, la società con cui Inter e Milan hanno gestito per anni l’impianto milanese, non sono mai stati in attivo. Abbattere San Siro significa togliersi il “problema” della sua gestione, con il pensiero che quest'ultima non possa migliorare senza un restauro profondo, e che questo restauro a sua volta non sia una mossa sensata. Con la costruzione di un impianto condiviso, le due società milanesi dimezzerebbero i costi di costruzione, stimati in prima istanza in 1,2 miliardi comprensivi del “distretto multifunzionale nell'area del Meazza dedicato allo sport, all'intrattenimento, allo shopping e al divertimento”. I ricavi derivati dal nuovo impianto non ne risentirebbero in una misura direttamente proporzionale alla divisione della spesa: ogni club avrebbe zone dedicate e personalizzate sia all'interno che all'esterno, dove potrebbero mettere a reddito le attività dell'area multifunzionale.