Vocalelli si chiede: "Ma se dovesse finire così, con l’Inter Campione d’Italia, qualcuno potrà dire che 'il Milan ha perso lo scudetto'?"

Vocalelli si chiede: "Ma se dovesse finire così, con l’Inter Campione d’Italia, qualcuno potrà dire che 'il Milan ha perso lo scudetto'?"MilanNews.it
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Oggi alle 18:30News
di Antonello Gioia

Alessandro Vocalelli, giornalista, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport sul campionato del Milan: "Ma se dovesse finire così, come sembra molto probabile, con l’Inter Campione d’Italia, qualcuno potrà dire che “il Milan ha perso lo scudetto”? Qualcuno potrà dire che, non giocando le Coppe, non è riuscito a emulare il Napoli che lo scorso anno ne ha approfittato alla grande, al punto da salire sul primo posto del podio? Qualcuno, perché è un vecchio ritornello, potrà dire che Allegri non è riuscito a fare come Conte, cioè a battere i favoriti nerazzurri? Tre domande a cui - parere strettamente personale - bisogna rispondere con tre no secchi. Il Milan non ha perso lo scudetto, stavolta il vantaggio di non giocare le Coppe - e spiegheremo il perché - ha avuto un effetto minore. E no, Allegri finora ha comunque ha fatto benissimo e le condizioni, rispetto a Conte, erano molto diverse".

MILAN, ORA BLINDA LA CHAMPIONS

Il pareggio contro il Como e la sconfitta con il Parma hanno rallentato (e di molto) la corsa, facendo scivolare vertiginosamente il Milan a -10 dall'Inter capolista. Un distacco che fa rumore, ma che non deve diventare un macigno mentale, anche perché la stagione rossonera non si può misurare su una settimana storta. Si misura su un percorso, su un'identità costruita giorno dopo giorno e su un obiettivo dichiarato con chiarezza da Massimiliano Allegri nel corso di tutti questi mesi: la qualificazione in Champions League, Allegri lo ripete dall'inizio, senza nascondersi dietro a nulla: il traguardo numero uno per il Milan è tornare stabilmente nell'élite europea. Tutto il resto viene dopo. I 54 punti conquistati in sei mesi non sono frutto del caso, ma di organizzazione, equilibrio e crescita costante. Quella rossonera è una squadra che ha saputo reagire alla sconfitta all'esordio contro la Cremonese, trasformandola nella scintilla che ha acceso il motore. Oggi serve la stessa lucidità: niente processi, niente panico. Solo lavoro. Perché la classifica si muove con continuità, non con gli umori. Adesso è il momento di fare squadra. Attorno al mister, all'ambiente, ma soprattutto attorno a se stessi. Le grandi squadre si vedono nelle reazioni, non nelle cadute. Questa battuta d'arresto contro il Parma può essere l'olio necessario per lubrifiare di nuovo ingranaggi, non la sabbia che blocca tutto. La macchina rossonera, guidata da Allegri, ha dimostrato di saper viaggiare a ritmi alti e costanti, non bene ma benissimo. Per questo motivo ritrovare compattezza, fame e concentrazione è la chiave per rimettersi in marcia. La Champions a questo punto non è più un obiettivo, ma quasi un obbligo. E dipende solo dal Milan.