Amorim prende subito in mano il Milan: chiamate a Rabiot e Maignan per blindare il futuro
Ruben Amorim vuole fare le cose per bene. Dopo l'esperienza complicata al Manchester United, il tecnico portoghese sa di non potersi permettere un'altra falsa partenza in un grande club. Il Milan è una squadra da ricostruire, e nonostante lo stallo dirigenziale l'ex Sporting Lisbona non ha intenzione di aspettare che ogni casella venga sistemata, col rischio di tardare nella programmazione. Firmato il contratto triennale con opzione per una quarta stagione, Amorim si è subito messo al lavoro per entrare nel mondo rossonero per costruire il rapporto con squadra e ambiente.
NON SOLO ALLENATORE: AMORIM VUOLE INCIDERE SUL MERCATO
Amorim ama definirsi manager, non un semplice allenatore. Ai tempi del Manchester una frase del genere gli costò addirittura l'esonero, ma al Milan il contesto potrebbe metterlo nelle condizioni di poter lavorare come meglio crede. In assenza momentanea di una struttura dirigenziale completa, il portoghese potrebbe avere un peso importante anche nelle valutazioni tecniche e di mercato. E dovrà averlo, perché il suo calcio richiede profili precisi: giocatori intensi, intelligenti, duttili. Per questo il club dovrà ascoltarlo, ma se RedBird gli ha affidato un contratto lungo significa che lo considera un pilastro non solo del presente, ma anche e soprattutto del futuro.
TELEFONATE ALLA SQUADRA
Nelle prime ore da tecnico rossonero Amorim si è fatto consegnare da Marangon la lista dei numeri dei giocatori e ha iniziato a contattarli uno a uno, tra chiamate e messaggi. Un primo approccio semplice ma molto significativo: presentarsi, spiegare una bozza della sua idea di calcio e capire lo stato d'animo del gruppo dopo quanto successo nel finale di stagione e in queste settimane. Tra i contatti più importanti ci sarebbero ovviamente quelli con Rabiot e Maignan, chiamati direttamente per convincerli a restare al Milan e fidarsi del nuovo corso tecnico. Il portoghese ha avuto attenzione anche per chi è impegnato al Mondiale, senza forzare i tempi, consapevole però che il 13 comincerà la nuova stagione, alla quale vorrà arrivare pronto, dentro e fuori dal campo.

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