Astori, l'acquisto giusto al momento sbagliato
Le storie di Davide Astori e del Milan, nonostante le separazioni, tendono a tendere l'una verso l'altra, come un'invisibile calamita di accostamenti. Il "viaggio" di Galliani in Sardegna (ufficialmente per il WorkShop con gli sponsor) è visto come un possibile viatico per il riaccendersi della scintilla, nonostante costi elevati e concorrenza intensa. La domanda è la seguente: in un momento come questo, la dirigenza rossonera farebbe bene a fare grossi sacrifici per riprendersi Astori? La risposta è parzialmente negativa. Il Milan, due estati or sono, decise di privarsi definitivamente del centrale azzurro, cedendo la sua metà al Cagliari per circa 4 milioni di euro.
Se lo avesse riportato alla base nel 2011, Astori avrebbe potuto giocare con Nesta e Thiago Silva, magari effettuando quel salto di qualità (a ventiquattro anni) che lo avrebbe reso titolare nel Milan. Ora però la situazione è diversa, da ambo le parti: il ventiseienne di San Giovanni Bianco appare un difensore ormai formato, bravo in certi aspetti ma non eccezionale in altri, mentre i rossoneri hanno trovato la propria dimensione con il duo Zapata-Mexes, che resterà probabilmente immutato anche nella prossima stagione. Converrebbe quindi tesserare Astori ed utilizzarlo come alternativa, andando a spendere cifre vicine ai 10 milioni di euro (più del doppio di quanto incassato due anni fa)? Visto l'avvenuto rinnovo di Bonera e la probabile permanenza di Zaccarto, oltre alla presenza di due giovani di prospettiva e qualità come Salamon e Vergara, dedicare una somma simile in questo contesto, dove ogni milione va pesato con straordinaria attenzione, non appare una scelta propriamente consigliabile.
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