Balo come Ibra: la solita ingiustizia sportiva colpisce ancora e un dubbio sale...

Balo come Ibra: la solita ingiustizia sportiva colpisce ancora e un dubbio sale...MilanNews.it
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
venerdì 19 aprile 2013, 17:15Primo Piano
di Pietro Mazzara

Il mondo milanista non si aspettava nessun tipo di assoluzione piena per quel che riguardava il ricorso presentato contro la squalifica di Mario Balotelli. L’assoluzione è stata parziale, con SuperMario che tornerà a disposizione di mister Allegri a partire dalla gara con il Catania ma che, dunque, salterà la sfida di domenica sera contro la Juventus allo “Stadium”. Un film già visto quello dell’assoluzione parziale con Ibrahimovic nel campionato 2010-11 quando le tre giornate di squalifica inflitte per la manata a Rossi del Bari venne scontata di un turno ma che gli fece comunque saltare il derby scudetto con l’Inter. Adesso tocca a Mario saltare una partita fondamentale come quella con la Juventus che, guarda caso, è la stessa partita che fu costretto a saltare Ibrahimovic l’anno scorso nel girone di ritorno seppur a campi invertiti e, quella volta, senza sconti. Siamo davanti alla solita gestione dei problemi da parte della Giustizia Sportiva che, ancora una volta, ha preso l’occasione per riprendere credibilità. La disparità di giudizio con la quale sono stati trattati Balotelli e Balzaretti è tanto evidente quanto disarmante seppur i due episodi rientrino nella stessa casistica.

Ma a Milanello hanno imparato a fare di necessità-virtù e quindi la partita con la Juve è stata preparata con soluzioni tattiche che possano far rendere al meglio Pazzini. Ma quello che non ci spieghiamo è come possa valere di più una parola scritta da un arbitro addizionale su un referto, quindi un dato soggettivo, alla moltitudine di prove oggettive presentate dalla difesa. Senza voler accusare nessuno e senza voler alimentare sospetti, la sensazione è che quando ci siano di mezzo giocatori come quelli che il Milan ha avuto negli ultimi anni, ovvero calciatori di una certa caratura e di un certo peso, ecco che si preferisce non prendere delle posizioni che potrebbero far alzare il calderone mediatico contro un sistema che va riformato come gran parte del calcio nostrano. Pazienza, Allegri se ne farà una ragione ma l’amaro in bocca d’essere partiti già con la convinzione che nonostante tutto quello che è stato presentato come prove a discolpa di Balotelli non è servito quasi a nulla. Chi si accontenta gode dice il detto, a questo giro di giostra nessuno riesce ad avere mezzo sorriso e una domanda ci sorge spontanea: che senso ha difendersi quando le sentenze hanno l'aria di essere già quasi scritte e senza margine di miglioramento?