Caso Cutrone, la volontarietà del tocco non c'è. E in passato c'è chi ha fatto peggio, senza VAR
Il gol dell’1-0 di Patrick Cutrone contro la Lazio è stato segnato, dall’attaccante milanista, con una deviazione con la mano destra. Le immagini, emerse nel post partita, lo hanno evidenziato in maniera evidente, ma basta guardare i medesimi fotogrammi per capire come il tocco sia del tutto involontario. Patrick, nel tentativo di deviare di testa la punizione forte e precisa di Calhanoglu, va in torsione con la testa e, in situazione dinamica, impatta il pallone sul braccio che, a sua volta, sta compiendo un movimento del tutto naturale visto che fa parte della coordinazione per cercare di impattare la palla. Lo stillicidio che si sta perpetrando ai danni di Cutrone, invocando giornate di squalifica per chissà quale atto scorretto, è da puro bar sport e fa parte di quel sistema di giustizia sommaria che vuole andare a colpire un ragazzo che tutto avrebbe voluto, tranne che segnare un gol di mano.
IL PRECEDENTE ADRIANO - La memoria dei milanisti, quando vuole, sa ricordare episodi sfavorevoli ben più visibili e lampanti che hanno segnato una partita mai banale come il derby. In Inter-Milan del 2009, sul punteggio di 0-0, Adriano mette alle spalle di Abbiati un cross che arrivava dalla corsia di destra il vantaggio nerazzurro. Fin da subito era apparso evidente il tocco volontario di braccio del centravanti brasiliano, che esultò mentre il gol veniva convalidato. Il VAR non c’era, era solo un’idea recondita della buonanima di Biscardi, ma era chiaro a tutti che quella rete era irregolare. Nulla a che vedere con quello che ha fatto Cutrone.
RICHIESTA ENTRO LE 16 - La richiesta della prova tv, inoltre, dovrà esser fatta entro le 16 di oggi, visto che il giudice sportivo si pronuncerà domani dopo aver visionato le immagini tv. Pare evidente che, anche in caso di VAR della VAR, Cutrone non potrà essere punito per il tocco decisivo, in quanto la volontarietà della deviazione non è dimostrabile.

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