Dal 30 maggio al 30 maggio, Musacchio e l'anno rossonero: un bilancio tutto argentino

Dal 30 maggio al 30 maggio, Musacchio e l'anno rossonero: un bilancio tutto argentinoMilanNews.it
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mercoledì 30 maggio 2018, 15:30Primo Piano
di Daniele Castagna

Nella recente storia rossonera, Mateo Pablo Musacchio sarà sempre ricordato come il primo acquisto della nuova era, il primo arrivo "cinese" dopo il trentennio berlusconiano. 30 maggio 2017, a sopresa, il Milan del Dragone batte il suo primo colpo di una lunghissima estate lavorativa. 18 milioni al Villarreal ed un messaggio chiaro: inizia la rifondazione milanista, partendo dalla base con un innesto difensivo. 365 giorni dopo, Mateo festeggia il suo primo anno al Milan, dodici mesi di silenziosi bassi e lucenti alti, in una contrapposizione umorale tipicamente argentina. Soprattutto se vieni da Rosario, dove non esistono vie di mezzo.

Nel classico bilancio di fine anno, è fondamentale un presupposto spesso dimenticato. Musacchio fu acquistato per fare il titolare, con rassicurazioni e certezze ben diverse da quelle che poi furono trasformate in realtà nel corso della stagione. L'opportunità Bonucci da prendere al volo, con il clamoroso divorzio dalla Juventus, cambiò tutto il gioco. L'arrivo dell'attuale capitano dell'Italia modificò drasticamente le gerarchie, togliendo l'argentino dal posto al sole. Le prestazioni con Montella poi non hanno certo aiutato nel cementificare la sua legacy al Milan. Prima la sciagurata esperienza a 3 e poi il crollo gestionale dell'Aeroplanino hanno fortemente intaccato il valore delle azioni di Musacchio, passato presto da difensore di spessore internazionale a centrale in difficoltà fisica e mentale. E nonostante sotto il regno di Montella abbia sommato molte più presenze, è con Gattuso che il classe '90 ha trovato una dimensione più completa. Con Rino, l'albiceleste ha toccato il campo solo sette volte, assumendo però un ruolo pesante in spogliatoio. Una sorta di senatore, decantato esempio per professionalità ed agonismo in uno spogliatoio giovane e "nuovo" a certi livelli di competizione.

Quando chiamato in causa, Musacchio ha sempre risposto con attenzione e cose semplici - dettaglio mai banale per un difensore centrale - sublimando poi la propria esperienza rossonera in quella che è, ad oggi, la miglior prestazione difensiva del Milan di Gattuso. Contro il Napoli in totale volata Scudetto, Mateo e Zapata alzarono il muro, concedendo solo una chance a Milik a tempo scaduto. Elogiato da tecnico e compagni, Musacchio non si è perso in inutili svolazzi, ma è tornato a lavorare a testa bassa in attesa di una nuova occasione. Con il mercato ormai tema quotidiano, non è da escludere che dei club verranno a bussare alla porta rossonera per le prestazioni dell'argentino. Ma Mateo, fresco papà, non ha voglia di lasciare questo Milan, che sente più suo da dicembre, e certamente non lo farà senza aver prima lottato per una nuova chance. Come sa fare lui, in silenzio a Milanello. Nel rispetto totale dei compagni e di Gattuso.