Dal Brasil-Milan al Made in Italy: l'evoluzione rossonera
Tra il Milan e il Brasile c’è sempre stato un legame molto forte, soprattutto nell’ultimo decennio: sono infatti tanti i brasiliani che hanno vestito la maglia rossonera, formando all’interno di Milanello una delle colonie più numerose. Basta per esempio pensare alla stagione 2007-2008, quando nella rosa rossonera erano presenti ben 8 giocatori carioca, cioè Dida, Cafu, Emerson, Pato, Kakà, Serginho, Digao e Ronaldo. Il club di via Turati (in particolare il presidente Berlusconi) ha sempre amato la classe, i piedi buoni e l’allegria dei calciatori brasiliani, capaci di mettere in campo tanta qualità e fantasia al servizio della squadra. Ma con il passare degli anni questo legame sembra non essere più forte come un tempo, tanto che nelle ultime stagioni la presenza carioca a Milanello è diminuita notevolmente. I motivi sono diversi, in particolar modo l’aumento dei costi per portare in Italia giocatori brasiliani: il calcio in Brasile si sta infatti sviluppando sempre di più e, rispetto al passato, le squadre hanno aumentato gli introiti, chiedendo quindi cifre sempre più alte per privarsi dei propri talenti. Dopo il calo negli ultimi anni, nella prossima stagione la colonia brasiliana a Milanello potrebbe addirittura “sparire”: in questo momento, infatti, sono solo due i giocatori carioca presenti in rosa, cioè Robinho e Gabriel, ma il loro futuro è molto incerto e non è detto che sia ancora colorato di rossonero.
L’ex attaccante di Real Madrid e Manchester City non ha mai nascosto la volontà di ritornare in Brasile e il Santos sta pensando a lui per sostituire Neymar passato al Barcellona. Per quanto riguarda invece il portiere brasiliano, che quest’anno si è messo in mostra con la Primavera milanista, il Milan punta molto su di lui per il futuro, ma il prossimo anno potrebbe essere mandato in prestito per fare esperienza e ritornare l’anno successivo per fare il titolare. Se il numero di brasiliani sta diminuendo sempre di più, non si può dire lo stesso degli italiani: la società di via Turati, soprattutto dopo aver intrapreso una nuova politica basata sui giovani, sta puntando maggiormente sui giocatori di casa nostra (El Shaarawy, Balotelli, Montolivo, De Sciglio, Abate). Oltre a quelli già presenti, le indiscrezioni di mercato parlano spesso di un Milan interessato a giovani talenti italiani, come per esempio Saponara (già acquistato in comproprietà), Ogbonna, Astori, Regini, Verratti, Cerci, Zaza e Matri. Il Milan sembra quindi voler cambiare pelle: ai talenti brasiliani si preferisce il made in Italy.

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