Derby specchio di una stagione fra delusioni e speranze
La vittoria nel derby è stata forse la prima vera soddisfazione stagionale dei tifosi rossoneri, per lo meno per quel che riguarda il risultato, perché per il resto c’è poco da essere allegri.
La stracittadina n. 160 in campionato, infatti, è stata una delle meno entusiasmanti che si ricordino, specchio di un ridimensionamento tecnico importante delle due squadre di Milano. Il diavolo esce vittorioso grazie al solito De Jong, magari non avvezzo alla rete, ma decisamente il migliore nella disastrosa stagione rossonera. L’olandese ci mette anima e cuore nel derby come in tutte le gare, è lui la benzina di questo Milan, sempre lui che cerca di porre rimedio alle evidenti falle di questa squadra, lungo tutto l’anno come in occasione del tiro di Palacio.
Kakà è la speranza milanista, l’uomo che ha riportato entusiasmo nell’ambiente in agosto, lo stesso che prova ad accendere i riflettori sul derby con qualche colpo dei suoi, salvo perdersi spesso nell’anonimato di una gara e di una stagione che troppo spesso l’ha visto in debito d’ossigeno.
Mario Balotelli resta sempre il faro di questo Milan, dal suo piede fatato nasce il pallone buono per vincere la stracittadina che De Jong deve solo spingere in rete, dalle sue giocate nascono i lampi che hanno trascinato il diavolo lungo tutta quest’annata pressochè priva di soddisfazioni.
Adel Taarabt è la variabile impazzita rossonera, che giochi largo (dove si esprime decisamente meglio) o da trequartista puro, il franco-marocchino è l’unico che garantisce il cambio di passo, che accelera la manovra, che porta scompiglio nelle difese avversarie. Contro l’Inter si guadagna il fallo da cui nasce la rete, ma, come nel resto delle gare disputate, troppo spesso si perde nelle pieghe della partita, sparendo dai radar.
Mattia De Sciglio zoppica nel derby a conferma di una stagione quasi da dimenticare per il gioiellino del diavolo. Alterna grandi giocate ed anticipi puntuali a svarioni incomprensibili, il numero 2 rossonero non trova continuità nella gara come lungo tutta la stagione, gli infortuni, tecnici nel derby e fisici nella stagione, ne limitano la crescita e l’impatto, con la speranza che le cose cambino nella prossima stagione.
Andrea Poli è l’incompiuto, un po’ l’emblema di questo Milan. Tanta voglia, tanta quantità, tanta corsa per lui, ma poca incisività, l’incapacità di essere decisivo come potrebbe, contro gli uomini di Mazzarri come in tante occasioni lungo l’annata, Poli non riesce a fare il salto di qualità.
Un derby che ci lascia tre punti ed un po’ di speranza, quella nell’Europa League da conquistare nelle ultime due giornate, quella di un Milan che abbia scontato tutti i suoi pegni in una stagione che poco ha regalato ai tifosi rossoneri. La speranza di una squadra pronta a ripartire dalle poche certezze che ha, migliorando nei singoli e nel gruppo per provare a tornare grandi ed evitare spettacoli poco divertenti, come quelli mostrati sin qui di cui il derby è l’emblema, seppur con il lieto fine.

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