E se riposasse?
La stanchezza di chi traina la squadra per mesi senza fermarsi mai. Stephan El Shaarawy, contro la Sampdoria, ha dato i primi segnali di cedimento dopo cinque mesi. Tutto normale perché il Faraone non è un super uomo e ha bisogno di ricaricare le batterie. E non c’è da stupirsi se domenica, contro il Bologna, parta dalla panchina. Oltre alla questione fisica, Massimiliano Allegri sta tenendo conto anche di un fardello che pesa sulla cresta del suo miglior attaccante di stagione ovvero la diffida.
E’ vero che in questo campionato ogni partita è vitale per provare a centrare l’ingresso in Europa ma è anche comprensibile che per una partita casalinga, con tutti gli attaccanti a disposizione, ci possa essere un turno di riposo, magari parziale, anche per lui. A Milanello sono state provate varie soluzioni con l’attacco composto da Robinho, Pazzini e uno tra Niang e Bojan schierato nelle varie partitelle oltre alla composizione canonica con il Pazzo centrale con Stephan e Binho sugli esterni. Domani, in conferenza stampa, Allegri fugherà ogni dubbio sulla composizione del tridente offensivo ma una scelta di tenere fuori, almeno all’inizio, El Shaarawy, non è da escludere a priori. Perché anche chi ha corso tanto ha bisogno di rifiatare.

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