ESCLUSIVA MN - Chiarugi: "Gigio al Psg solo per soldi. A Romagnoli dico di Restare. E su Calhanoglu..."

10.06.2021 18:01 di Salvatore Trovato   Vedi letture
ESCLUSIVA MN - Chiarugi: "Gigio al Psg solo per soldi. A Romagnoli dico di Restare. E su Calhanoglu..."
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Parlare con Luciano Chiarugi è sempre un piacere. Perché è un grande conoscitore di calcio, un ex rossonero doc. E non ha peli sulla lingua, com’è giusto che sia. Stavolta gli abbiamo chiesto un'opinione sulla telenovela Donnarumma e la risposta è stata di quelle schiette, oneste, inappuntabili. Con lui, ovviamente, abbiamo affrontato anche altri argomenti legati al mondo Milan. Ecco l'intervista.

Non possiamo non partire con una domanda su Donnarumma...
"Guardi, stavo per anticiparla (ride)". 

E allora, qual è il suo pensiero su questa vicenda?
"È fatta col Psg? Così almeno in Nazionale siamo un po’ più sereni. Deluso? Mi metto un po’ da una parte e un po’ dall’altra. L’offerta che gli aveva fatto il Milan era straordinaria, ma le bandiere non esistono più. Il Milan sarà sempre una delle squadre più grandi a livello europeo, quindi non so se Donnarumma ha fatto bene o male. Sono felice per lui se è felice. Aveva tentennato un po’ troppe volte, ricordiamo quando gli buttarono i soldi dietro la porta. Gli interessi di Gigio e del suo procuratore sono talmente grandi che oggi non si guarda più in faccia nessuno. Io fossi stato in lui avrei allungato il contratto e sarei rimasto al Milan. Gli auguro di fare grandi cose al Psg, ma io avrei scelto i rossoneri".

Donnarumma è l’esempio del professionista attaccato solo ai soldi? È brutto da dire, ma sembra così.
"È così, lei ha detto benissimo. Tutti dicono che la carriera dei calciatori è breve e ci sono tanti imprevisti da mettere in conto, ma un portiere può giocare per più anni. Come detto, vista l’offerta che gli aveva fatto il Milan, io sarei rimasto a vita, con tutti quei soldi avrebbe potuto rendere felici diverse generazioni. Al Milan era a casa, era super protetto, ma ha fatto capire che i soldi sono più importanti di giocare in un grande club come quello rossonero".

C’è chi punta il dito contro Raiola e chi sottolinea che, alla fine, decide sempre il giocatore. Lei da che parte sta?
"Ci sono degli interessi per entrambi. Sicuramente ha inciso la voglia di andare in una squadra importante come il Paris Saint-Germain, che però non ha la stessa tradizione di Barcellona o Real Madrid. Ecco, se Donnarumma fosse andato al Barça o al Real la scelta sarebbe stata più comprensibile. Con questo, ovviamente, non voglio sminuire il Psg. Speriamo che Gigio confermi quello che di buono ha fatto nel Milan. Ai miei tempi non esistevano i procuratori, ma l’ultimo a decidere è sempre il giocatore. Certamente la pressione forte di Raiola lo ha convinto, ma ribadisco: se io fossi stato Donnarumma avrei allungato il contratto e avrei mostrato di essere un grande uomo e un grande portiere in un club prestigioso come il Milan".

C’è un altro giocatore in bilico: Alessio Romagnoli. Per lui sarebbe meglio restare o cambiare maglia?
"Ha passato un’annata estremamente difficile, ma credo che un giocatore come Romagnoli, nonostante l’interesse di altre squadre, debba pensare di rivedere il suo contratto, allungandolo anche di un anno, e rimanere al Milan. Io sono molto affezionato a questa società che mi ha dato tanto".

Tonali, invece, è certo di rimanere. È giusto puntare su questo ragazzo?
"Credo che abbia pagato il salto. Il Brescia non ha la stessa qualità del Milan, dove a centrocampo c’è un Kessie straordinario. Mi sembra che certi giocatori abbiano preso la consapevolezza di essere in un club importante, dove possono fare grandi cose. Sono andati in Champions e hanno motivazioni superiori. Credo che Maldini abbia fatto un ottimo lavoro con Tonali. Paolo è stato bravo anche nel non commentare troppo la scelta di Donnarumma. Ha fatto bene a sorvolare: se vuoi andare al Paris Saint-Germain fai pure, il Milan troverà sempre altri giocatori importanti".

Questo discorso può valere anche per Calhanoglu? Il Milan aspetta una risposta dal turco.
"È un’altra cosa che mi dispiace. Anche quando ha avuto delle difficoltà, il Milan ha sempre creduto in lui. Questo è strano: quando uno non riesce a brillare come dovrebbe bacia la maglia, poi quando sa di aver fatto un’annata discretamente buona comincia a valutare altre offerte. Purtroppo non è più come una volta: oggi non si guarda alla carriera che si può fare in un club così prestigioso, si pensa a prendere quel milioncino in più che permette di starsene - tra virgolette - al caldo".

Per l’attacco il Milan sta pensando a Giroud: sarebbe il vice Ibrahimovic ideale?
"Riconosco che ha fatto moltissimo come calciatore, ma quest’anno non ha giocato tanto. Non so se Giroud farà bene, ma se c’è una convenienza da entrambe le parti, credo che possa davvero interessare al Milan come alternativa e uomo gol. Io avrei pensato al futuro e puntato su un giovane".

Un giovane come Scamacca?
"Sicuramente ha avuto un exploit importante al Genoa, ma da quando le sirene hanno cominciato a decantarlo un po’ troppo mi sembra che abbia perso quella cattiveria e quella voglia di giocare. Non so se il Milan farebbe bene a puntare su Scamacca".