I punti fermi del Milan di Gazidis: Maldini, Pioli, Ibra e la sostenibilità

06.06.2021 14:00 di Manuel Del Vecchio Twitter:    vedi letture
I punti fermi del Milan di Gazidis: Maldini, Pioli, Ibra e la sostenibilità
MilanNews.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

È giusto ribadirlo, il Milan ha concluso l'ultima stagione di Serie A al secondo posto ottenendo una qualificazione in Champions League che mancava da sette anni, il tutto con la squadra più giovane d'Italia per età media e tra le più giovani d'Europa. Il progetto di ringiovanimento e di taglio dei costi presentato da Elliott e dall'AD sudafricano era stato accolto, com'è normale che sia in un club come il Milan, con scetticismo e qualche bocca storta. Ma la vision del dirigente ex Arsenal è stata lungimirante: il club rossonero ha iniziato un processo di sostenibilità economica in anticipo rispetto a tante altre squadre, che ora si vedono costrette, anche a causa della pandemia, a cedere pezzi pregiati e chiedere di mese in mese nuove scadenze per i pagamenti che rientrano nella sfera della gestione ordinaria. Ovviamente anche in casa rossonera ci sono problemi e situazioni che non sono andate come previsto, si veda la querelle Donnarumma, ma la sensazione è che per la prima volta da tanti anni la linea tracciata sia quella giusta, senza lasciarsi andare ad anacronistici ed economicamente dannosi all in. I tentativi di Mirabelli e Leonardo parlano chiaro.

PAROLA D'ORDINE: SOSTENIBILITÀ - "Il mercato che vedremo quest’estate sarà diverso da tutti quelli che l’hanno preceduto. Il nostro obiettivo è continuare a essere ambiziosi e ottimisti, migliorare la squadra seguendo il giusto cammino e coniugando risultati e stabilità finanziaria. L’attenzione continuerà a essere focalizzata sui giocatori giovani, con alcuni elementi esperti. Adesso la fiducia sta crescendo. Vedere i nostri tifosi sotto gli uffici per esprimerci il loro supporto è stato un segnale estremamente potente". Queste le dichiarazioni odierne di Ivan Gazidis al Corriere dello Sport, ma per chi segue il Milan queste parole non sono di certo una novità. L'AD rossonero è come sempre chiaro per quanto riguarda questo aspetto: sul mercato i tifosi rossoneri non devono aspettarsi folli colpi multimilionari, ma se casomai dovesse presentarsi l'occasione giusta la società è pronta ad investire, pagando senza problemi con il cosiddetto frusciante: si veda Theo a 20 milioni, Bennacer a 16, Maignan a 13, Tomori a 28. Se il giocatore è ritenuto forte, futuribile e valido la volontà di investire ci sarà sempre, le possibilità non mancano di certo. 

TEAM - I meriti ovviamente vanno riconosciuti ed estesi, come giustamente ha fatto Gazidis, alle altre figure chiave del suo team: Paolo Maldini, Stefano Pioli e Zlatan Ibrahimovic. Ognuno con un ruolo ben definito, ognuno importante a modo suo. Maldini, calciatore leggendario, si sta rivelando un dirigente sportivo molto capace. Dopo qualche difficoltà iniziale il carisma e la capacità di Paolo stanno emergendo: "Ho creduto in Paolo fin dal primo momento, sapevo che sarebbe potuto diventare un direttore sportivo top level, ed è proprio ciò che è oggi" dice Gazidis sullo storico capitano rossonero. Invece Stefano Pioli è stato una sorpresa: "Pioli mi ha colpito per il carattere. Mi ha impressionato la forza di Stefano, oltre alla sua sensibilità". Un allenatore arrivato da traghettatore ma che col duro lavoro sul campo ha fatto ricredere il CEO di Casa Milan. E infine Zlatan Ibrahimovic, con lo svedese che è più di un "semplice" calciatore: "È stato sorprendente conoscere Ibra. È straordinariamente divisivo: o lo ami o lo odi. Zlatan non si accontenta mai, è sempre sopra le righe. Il gruppo è fortemente stimolato dalla sua presenza. Ed è un fatto notevole che, a 39 anni, riesca ancora a competere a questi livelli e a essere così determinato a vincere. È eccezionale". Ruoli definiti, ognuno è fondamentale in quello che fa, tutti con la stessa visione e con gli stessi obiettivi: "La vision è molto chiara: riportare il Milan al top". Parola di Ivan Gazidis.