Il futuro della panchina è oggi
Le voci sul futuro della panchina del Milan si alternano, da un lato chi, prendendo spunto dalle continue conferme di Adriano Galliani, punta forte su Massimiliano Allegri almeno per un anno, dall’altro chi, confidando negli umori presidenziali mai troppo benevoli con il livornese, scommette su un cambio immediato alla guida del diavolo.
Il tecnico, dal canto suo, non si sbilancia e continua a legare la sua permanenza a Milanello esclusivamente ai risultati, si tiene alla larga dalle indiscrezioni che lo vogliono oggi vicinissimo alla Roma e domani al Napoli, e si concentra su un finale di stagione quantomai decisivo con i rossoneri in bilico per la qualificazione alla prossima Champions League.
La dirigenza, però, necessita di maggiore chiarezza, gli uomini mercato, infatti, hanno bisogno di certezze per costruire la squadra del futuro e non rischiare d’incappare nei soliti acquisti dell’ultimo minuto, sempre difficili da gestire per il tecnico nel principio della stagione. Sì, perché è vero che ad Allegri s’imputano partenze sempre piuttosto difficoltose (anche nell’anno dello scudetto la squadra non fu certo bruciante al via), ma è altrettanto vero che il toscano ha sempre avuto a che fare con innesti importanti arrivati sotto la bandiera a scacchi del mercato.
Il cambio di rotta rossonero, però, con il progetto ponderato e sostenibile, privo di uomini di spessore abbinato ad esperienza, necessita di programmazione capillare, con l’opportunità per il tecnico di mettere insieme una squadra capace di essere efficace sin dalla prima apparizione ufficiale per non accumulare distacchi spesso incolmabili (la stagione attuale insegna). A maggior ragione se il diavolo dovesse ottenere l’accesso alla Champions per la porta di servizio, quella dei preliminari, la squadra dovrà essere costruita con ampio anticipo per essere pronta già in agosto.
Per questo si necessita di chiarezza sulla guida tecnica, di una comunione d’intenti fra mister e uomini mercato nella costruzione della squadra di domani, ergo serve una scelta veloce ed ampiamente condivisa sul futuro di Massimiliano Allegri. Il mercato, specie in condizioni di sostenibilità economica del progetto, non si fa solo in estate quando la finestra è aperta, ma si costruisce tessendo la tela già in primavera (o in inverno come accaduto con Saponara). Con risorse contenute a disposizione, il tempismo, la capacità di bruciare sul tempo le concorrenti, sono qualità fondamentali per ottenere risultati convincenti. In questo contesto conoscere le esigenze del tecnico del futuro è requisito imprescindibile per costruire una squadra competitiva, a maggior ragione in una rosa come quella del diavolo che necessita di un lifting nella linea mediana. Il centrocampo, zona nevralgica per definizione, muta in maniera determinante da un tecnico all’altro, consapevoli che Montolivo sarebbe imprescindibile per chiunque (sintesi di qualità dinamiche e tecniche che ben si adattano a qualsiasi esigenza), resta da capire che tipologia di giocatore affiancargli (il Pirlo tanto caro ad Ancelotti, piuttosto che il Van Bommel indispensabile per Allegri, per intenderci) e questo ce lo potrà dire solo il tecnico di domani, che sia il livornese o un sostituto che si spera all’altezza.

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