Il Giornale - Milan ai cinesi, nella cordata dovrebbero esserci anche Robin Li e i soci del gruppo Evergrande

Il Giornale - Milan ai cinesi, nella cordata dovrebbero esserci anche Robin Li e i soci del gruppo EvergrandeMilanNews.it
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giovedì 2 giugno 2016, 09:59Primo Piano
di Enrico Ferrazzi

La trattativa per la cessione del 70% del Milan non è ancora definita, ma sembra essere entrata nella fase decisiva: dopo il vertice di Arcore, nel quale Silvio Berlusconi ha potuto analizzare la proposta della cordata cinese, il presidente milanista si è infatti convinto che il gruppo di Pechino è serio e solido e per questo motivo le discussioni tra le parti possono andare avanti. Certezze sulla composizione del consorzio non ce ne sono ancora, ma dalle indiscrezioni che circolano, riportate questa mattina anche da Il Giornale, a rilevare la maggioranza del club rossonero sarà un fondo di investimento con dotazione da un miliardo e formato da grandi investitori come Robin Li e i soci del gruppo Evergrande.

NON SOLO INTERNET - Robin Li, classe 1968, ha un patrimonio stimato in 14 miliardi di dollari e il suo impero economico si basa soprattutto su Baidu, il motore di ricerca da lui fondato più diffuso in Cina. Ma il magnate cinese ha anche altre importanti attività, come per esempio la società green Hanergy, che commercializza pannelli solari, oppure la food delivery (la consegna alimentare a domicilio) e l’acquisto online di spettacoli cinematografici e teatrali. La storia di Li comincia nella Silicon Valley agli inizi degli anni '90 con il motore di ricerca Infoseek, da cui ha sviluppato il suo impero con Baidu, poi quotato al Nasdaq nel 2005.

TOO BIG TO FAIL - Per quanto riguarda il gruppo Evergrande, invece, si tratta di una conglomerata attiva in diversi settori come real estate, finanza, assicurativo, banche, turismo, alimentare, oltre che nel calcio visto che possiede la metà del Guangzhou, squadra cinese allenata gli anni scorsi da Marcello Lippi (l’altro 50% del club è in mano a Jack Ma). Dietro Evergrande si celano alcuni grandi milionari: il presidente Xu Jiayin, ma anche il magnate di Hong Kong Cheng Yu-Tung e lo stesso Jack Ma, con una quota di minoranza. Il gruppo Evergrande, nonostante gli ingenti debiti, è stato definito dal Wall Street Journal “too big to fail”, cioè troppo grande per fallire.