Il Milan arriva "affamato" alla prova della verità, ma occhio al fuoco amico...
Il dicembre delle cosidette "prove del nove" è iniziato col piede sbagliato, complice la dolorosa sconfitta di Marassi contro il Genoa. Il Milan ha perso una grande occasione per accorciare le classifica e proiettarsi verso il (troppo) chiaccherato obiettivo del terzo posto. Ora a San Siro arriva il Napoli, rivale ben più attrezzata dei padroni di casa, in un match che potrebbe offrire già parziali verdetti su questa stagione. Uno scivolone casalingo contro i partenopei rischierebbe di mollare anzitempo le ambizioni Champions, proiettando il Milan ad un'altra stagione avvolta da apatia e mediocrità.
NUOVA FAME - Inzaghi, conscio dell'importanza dell'incontro, ha giocato la carta della "cattiveria", esplicitando tutta la sua insoddisfazione per quanto (non) accaduto a Genova. "Il Genoa non ha creato molto e ci ha battuto, hanno avuto più fame di noi, non era mai successo. Una gara del genere si deve pareggiare. I ragazzi sanno che ero molto arrabbiato". ha dichiarato il tecnico piacentino in conferenza stampa, sottolineando come al Ferraris la tanto ricercata "fame" rossonera abbia sostanzialmente latitato. Il gruppo, almeno secondo SuperPippo, sembrerebbe aver risposto alle sopracitate puntualizzazioni, nonostante non sia comunque il momento di fare proclami: "Sono felice dell'atteggiamento avuto in allenamento. Ora c'è la prova del campo, lasciamo da parte i proclami e le parole. Sono sempre volato basso, la crescita di una squadra passa da alti e bassi. Speriamo di cogliere la possibilità di raggiungere il terzo posto".
IL FUOCO AMICO - Una conferenza, quella a Milanello, utile anche per chiarire quanto accaduto nel corso dell'allenamento di ieri, ovvero il brutto infortunio di van Ginkel causato da un deciso intervento di Muntari. Inzaghi ha escluso si trattasse di un'entrata killer, ma non ha nascosto la "durezza" dell'entrata del ghanese: "E' stato un intervento duro, non è stato un intervento killer altrimenti Muntari sarebbe già fuori rosa. Spiace per Van Ginkel, non c'era intenzione di far male. Il caso per me è chiuso". Nessun caso, com'è giusto che sia, ma una considerazione va effettuata: è giusto che gli allenamenti siano tosti, a patto che non lo diventino troppo... Non è la prima volta che il Milan perde uno dei suoi uomini a causa del "fuoco amico", dovendo poi rinunciarci in partita quando conta davvero. Meglio ottenere un surplus di agonismo o rinunciare a questo o quel giocatore, caduti non per un fallo di un avversario ma per quello di un compagno di squadra? Forse sarebbe il caso di modificare alcune cose oppure di calmare qualche giocatore, evitando di cadere in un poco remumerativo autolesionismo.

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