Il modulo è definito, la politica di mercato no
Il Milan cambia faccia e pelle, questo è quanto emerso dalla famosissima cena a casa Berlusconi e quanto confermato dal mercato. Si cambia modulo per non precisati motivi, il Presidente gradisce un ritorno al passato e l'allenatore è pronto ad accontentarlo. Tali stravolgimenti sembrano aver avuto una decisa influenza anche in sede di calciomerato. Il forzato addio a Massimo Ambrosini era preventivabile nell'esito, meno negli scenari, ciò che invece stupisce è la disponibilità mostrata dalla società, nel parlare ed eventualmente trattare i gioielli di famiglia. Il mercato moderno vede girare sempre meno soldi e, di fatto ha svanito quelle che erano le "bandiere" di qualche anno fa, lecito dunque aspettarsi di tutto. Il "tutto" è vincolato però a quella che è la politica di un club e al progetto varato. Il Milan vuole tornare grande, per farlo necessita di quotati talenti che spesso equivalgono ad esosi esborsi. In questa direzione vanno tutte le ipotesi di cessione circolate in questi giorni. Il nuovo modulo diventa estremamente selettivo, richiede un certo tipo e numero di interpreti, quindi giusto ragionare sui tagli nella rosa attuale.
Ci sono giocatori che per caratteristiche o scelte personali, possono non rientrare nel progetto del Milan di domani, ma ce ne sono altri che hanno tutto per confermarsi. Il primo nome che viene alla mente è quello di Stephan El Shaarawy, giocatore dotato di infinito talento, grandissimi margini di miglioramento, un'età verdissima (compatibile con il nuovo corso milanista) e, un contratto pesante il giusto, se rappotato ai paletti fissati dalla società. Quello che molti dei tifosi definiscono incedibile, è il più cercato tra i rossoneri. Si parla di Tevez al suo posto e Pastore o Diamanti come ulteriori tasselli, ma valore a parte, sono nomi che non fanno rima con logica. Cedere un classe '92 magari non proprio una seconda punta, per far posto ad altri giocatori più esperti e costosi a livello contrattuale, ad impatto non sembra la scelta migliore. L'asticella del livello tecnico e peso offensivo apparentemente è destinata ad alzarsi, ma il sacrificio di un giovane sembra un prezzo eccessivo da pagare. Il modulo non prevede estremi d'attacco, Cerci e co. sembrano già appartenere al passato. Sarà anche il caso di El Shaarawy? Il faraone nasce e parte esterno offensivo, la volontà di imparare e adattarsi c'è, la società ne è al corrente.
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