Il profilo perfetto per il Milan, UEFA permettendo: Depay per la svolta dell'attacco rossonero

Il profilo perfetto per il Milan, UEFA permettendo: Depay per la svolta dell'attacco rossoneroMilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 5 giugno 2018, 14:30Primo Piano
di Matteo Calcagni

La presenza di Massimiliano Mirabelli, ieri a Torino, è l'ulteriore testimonianza del forte interesse rossonero nei confronti di Memphis Depay, esterno offensivo degli Orange e del Lione, dove ha disputato stagione di altissimo profilo. L'olandese ha realizzato 22 reti tra Ligue 1 ed Europa League, tantissime per chi di mestiere non fa il centravanti. Uno dei limiti dell'ultima annata rossonera è facilmente individuabile nei pochi gol dei laterali d'attacco, dove Suso e Calhanoglu si sono avvicendati in termini realizzativi: lo spagnolo ha segnato nella prima parte del campionato, per poi fermarsi, cedendo il testimone al turco.

IL NOME GIUSTO - Depay è nel taccuino del d.s. rossonero da diversi mesi, segno che il suo profilo ricalca alla perfezione ciò che il Milan sta cercando. Per strapparlo al Lione servirebbe un'offerta vicina o superiore ai 30 milioni: cifra considerevole che, tuttavia, non raggiunge e supera i limiti della follia. Parliamo di un ventiquattrenne che ha già un'esperienza lunga e trasversale in diversi campionati europei e con la sua Nazionale. L'ex PSV ha saputo risollevarsi dopo la parentesi non troppo esaltante al Manchester United, rilanciandosi in Francia e confermando le straordinarie qualità che aveva dimostrato in Eredivisie. La mancata presenza dell'Olanda al Mondiale dovrebbe evitare che il prezzo del cartellino si gonfi ulteriormente, ma è chiaro che il club rossonero dovrà muoversi con velocità per sbaragliare la concorrenza. E l'attesa della decisione della UEFA, che potrebbe incidere inevitabilmente sul da farsi, non gioca di certo a favore del Diavolo.

IL POTERE DELLE ALTERNATIVE - Il fatto che il Milan cerchi (e voglia) Depay, un giocatore che nasce ala sinistra ma che può agire anche come seconda punta, può portare a delle riflessioni sulle idee tattiche del prossimo anno. Impensabile ipotizzare l'olandese come semplice alternativa a Calhanoglu, forse il milanista più decisivo della seconda parte della stagione. Più probabile che si imposti una formazione che possa "tollerare" entrambi, magari spostando il turco in una posizione da "numero 10", magari alle spalle del centravanti di riferimento. Qualora Suso restasse, si potrebbe immaginare una sorta di 4-2-3-1, oppure, se lo spagnolo partisse, non sarebbe da escludere un ritorno al 4-3-1-2. La cosa più importante sarà disporre di un vasto ventaglio di soluzioni, situazione che mai si è verificata negli ultimi anni, dove il reparto offensivo non ha mai potuto cambiare faccia per assenza di alternative credibili.