Il regista che manca. Montella sceglie Biglia per guidare il nuovo Milan
Un weekend di riflessione. Ancora qualche giorno di attesa e poi la verità. Ore importanti per Lucas Biglia, momenti pervasi di silenzio e pensieri, non sarà un fine settimana qualunque: l’argentino dovrà decidere se proseguire con la fascia da capitano della Lazio al braccio, e dunque rinnovare con Lotito, oppure salutare Formello e provare il grande salto al Milan. Il Diavolo, nella sua storica fase di rinascita, ha scelto il profilo di Lucas come nuovo motore rossonero, non a caso nato a Mercedes in provincia di Buenos Aires. La differenza economica è minima tra le parti, e qualora il ragazzo decidesse di reclinare nuovamente l’avanzata biancoceleste, si entrerebbe nel vivo per il suo passaggio a San Siro. È lui il prescelto di Montella, sarà (eventualmente) lui il nuovo regista della parte rossonera del Naviglio. Un ruolo che mancava.
REGISTA TRA I DUE MONDI - Non un giocatore qualunque, bensì un titolare della nazionale seconda nel ranking mondiale della FIFA. Il Principito, si prevede caso di omonimia con Sosa, è sempre stato abituato a far funzionare la testa al doppio della velocità di crociera. Non un colosso a livello fisico (178 cm), ha dovuto sviluppare un senso d’anticipo del gioco per sopravvivere nei campi impolverati del Sudamerica. Dai nonni fiorentini non ha solo ereditato un passaporto italiano, ma anche il gusto per il bello, per l’essenza artistica delle cose. Sfumatura che si rispecchia anche nel suo modo di intendere e di vedere il calcio. Un regista che impersona il talento dei barrios argentini (dribbling, giocata nello stretto, facilità di calcio) e la duttilità tattica appresa in Europa nelle scuole belga prima e poi italiane. Un volante con visione di gioco, capacità di servire l’assist vincente e quel pizzico di freddezza necessaria per calciare rigori e punizioni.
DA MERCEDES A MILANO - Tappa dopo tappa, fase dopo fase, Lucas ha iniziato dal piccolissimo Estudiantes Mercedes, col finire a disputarsi una Coppa del Mondo, nella ostile terra brasiliana, contro la Germania schiacciasassi. Ci aveva visto lungo Frank Vercauteren, tecnico dell’Anderlecht, quando nel 2006 investì gran parte del proprio budget di mercato solo per Biglia, subendo aspre critiche da parte della stampa locale. Dopo oltre 300 gare con il bianco-malva sulla pelle, il classe ’86 vola a Roma, firmando un quinquennale con la Lazio. L’impatto con la Serie A è immediato, diventando uno dei cardini delle due Lazio da record guidate da Pioli prima e Inzaghi poi. Vincenzo Montella, da sempre affascinato dai centrocampisti “di tocco”, indica l’albiceleste come nuovo direttore d’orchestra rossonero, disegnando una mediana formata dal jolly Bonaventura, l’esplosività di Kessie e la visione di Biglia, incastonato al centro dell’intero progetto. Toccherà ora a Fassone e Mirabelli regalare al proprio tecnico un nuovo regista. Profilo atteso da tempo, pronto ad illuminare San Siro.

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