In molti non aspettavano altro, l'importante è guardare la realtà. Pioli e la squadra come sempre al lavoro per migliorarsi
È bastato un pareggio, arrivato in modalità comunque discutibili, per alzare un polverone nei confronti del Milan, della squadra e di Pioli in particolare. Il tecnico rossonero, da sempre autocritico e mai alla ricerca di alibi, può sicuramente avere demeriti per quanto successo domenica sera a San Siro, con la squadra che si è abbassata in modo innaturale dopo il passaggio ad una linea a 3 per la seconda volta consecutiva, ma i due gol subiti in pochi minuti in situazioni simili tra loro non hanno un unico colpevole o capro espiatorio. Quesi dieci minuti finali non cancellano gli 85 minuti giocatati in moso magistrale contro la Roma.
Nonostante il mister, in piena sintonia con squadra e dirigenza, abbia dimostrato nel suo periodo in rossonero una crescita costante e continua, costellata fisiologicamente da piccoli intoppi e difficoltà, da qualche tempo a questa parte ogni occasione è buona, per una parte della tifoseria, ristretta ma rumorosa, e una parte della stampa, per metterlo in discussione. Mezzo passo falso, parte la corsa per chi punta prima il dito, alla ricerca di un qualcuno da cacciare o qualcosa da rimuovere. Lungi dal pensare che chi è a Milanello sia perfetto e infallibile, ma è anche giusto sottolineare come il modus operandi dei rossoneri vada in direzione totalmente opposta rispetto al modo pruriginoso in cui parte degli addetti ai lavori e tifosi vivono le situazioni di difficoltà.
RIPARTENZA. Lo testimoniano le parole del capitano Davide Calabria di ieri sera: "Arrabbiati e delusi per il risultato finale. In un momento storico sempre più mediatico, dove bisogna creare sempre dei problemi, mi piace sempre guardare la realtà. Meritavamo senza dubbio la vittoria, non ci siamo riusciti per dei dettagli che abbiamo già analizzato e che miglioreremo, ma non pensiamo minimamente sia tutto sprecato. La strada è in salita ma questa squadra non ha paura delle grandi sfide. Lo abbiamo sempre dimostrato. Il compattarsi ancora di più ed uscire al meglio nei momenti più delicati, insieme. Sarà un campionato ancora più difficile ed avvincente, non vediamo l’ora di scendere in campo per proseguire il nostro percorso. Daremo tutto quello che possiamo, come sempre, per arrivare a competere dove spetta a questa squadra. Testa alta e avanti tutta, oggi ancor di più”. Dichiarazione d'intenti forte e sincera, che mette il focus su due situazioni. La squadra ha già analizzato, consapevole degli errori marchiani, quanto successo e soprattutto c'è grande senso della "realtà". Contro la Roma lo stop è stato brusco sicuramente, ma non finisce il mondo. Bisogna essere consapevoli del punto di partenza e di quello che vuole essere il punto di arrivo, rendendosi conto che, come dice Pioli, "non esiste una squadra perfetta ma si può provare ad essere il più perfetti possibili cercando di sbagliare sempre meno".
IMPORTANTE E' RIALZARSI. L'errore, nella vita così come nello sport, è alla base di ogni cosa: quello che determina il nostro essere sta in quello che succede dopo lo sbaglio, come lo si affronta e quanto ci si lascia considerare. Il calcio non è una scienza esatta né un qualcosa di ciclico in cui quello che è successo in passato è garanzia per il futuro, ma è altrettanto vero che questo Milan, con Stefano Pioli a capo, è andato sempre e solo in crescendo. Le criticità ci sono (infortuni, ad esempio) ed è probabile che continueranno ad esserci. Così come continuerà ad esserci una guida solida, preparata, umile, capace e in piena sintonia con l'ambiente. Non può essere di certo un pareggio o un avvio di campionato forse al di sotto di aspettative altissime (che vede comunque il Milan secondo e agli ottavi di Champions) a far perdere certezze. Perfino nel mondo in cui viviamo, in cui ogni tipo di contenuto è ormai usa e getta, sarebbe da matti mettere in discussione o attaccare Stefano Pioli. Perché la critica è un conto, le provocazioni un altro.
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