La discesa di Torres e il problema realizzativo: il solo Menez non basta

La discesa di Torres e il problema realizzativo: il solo Menez non bastaMilanNews.it
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martedì 9 dicembre 2014, 14:30Primo Piano
di Matteo Calcagni

Dopo aver giocato il derby da titolare, settima gara dal primo minuto in stagione, Fernando Torres ha osservato dalla panchina le ultime uscite contro Udinese e Sampdoria, senza neanche subentrare a gara in corso. A Marassi, col Milan sotto 1-0, Inzaghi ha preferito allo spagnolo prima Pazzini e poi Niang, quest'ultimo riproposto in campo dopo circa tre mesi. Quello che è stato probabilmente l'acquisto più "sfarzoso" dell'estate rossonera, sta diventando una sorta di mistero: un solo gol ed una discesa vertiginosa nelle gerarchie del tecnico piacentino.

TORRES E NON SOLO - E' palese che al Milan, e non solo, si aspettassero un rendimento differente dall'ex Chelsea, a prescindere dal solo gol segnato in quel di Empoli. Per spezzare una lancia in favore dell'iberico, si potrebbe allargare la problematica a tutti i centravanti rossoneri, con il solo Menez a contrastare un vero e proprio digiuno realizzativo. Bisogna però sottolineare che quattro delle sette reti del francese sono arrivate su rigore: gli altri tre centri, sommati all'unico gol di Torres, diventano quattro reti su azione complessive di tutte le prime punte rossonere. Poche, troppo poche in quindici giornate.

PROBLEMA REALIZZATIVO - E' palese che il solo Menez non può essere sufficiente per raggiungere i primi posti in classifica, tenendo conto che Honda, dopo un inizio sprint, non sta segnando da quasi due mesi. Si pensava che Torres potesse metterci del suo, ma è evidente che le mancanze tecniche e tattiche della squadra non aiutino lui e nessun nove della squadra. In futuro si potrebbe puntare su attaccanti di diversa tipologia, più dinamici e capaci di costruirsi da soli azioni da gol, ma la cosa più importante è il presente. Oltre a Menez servono le reti di almeno un altro centravanti, che sia Torres, Pazzini o Niang... Proprio quest'ultimo, in quei pochi minuti giocati a Marassi, ha mostrato qualche spunto aggiuntivo rispetto agli altri due colleghi. Nulla per cui gridare al miracolo, ma una considerazione comunque dovuta: qualora continuassero a non arrivare i gol dei primi due, tentare con il giovane francese diventerebbe quasi obbligatorio.