Milan troppo brutto e rinunciatario per i suoi reali valori: basterà il mercato per centrare l'obiettivo?

Milan troppo brutto e rinunciatario per i suoi reali valori: basterà il mercato per centrare l'obiettivo?MilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/ Image Sport
domenica 11 gennaio 2015, 14:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

Gli effetti del pareggio di Torino potrebbero essere solo mitigati dalla conformazione di questo turno di campionato, visti gli scontri diretti di vertice che si disputeranno a Napoli e Roma. A prescindere dalla classifica che, in ogni caso, incomincia a farsi bruttina, è l'attuale stato psicofisico del Milan a preoccupare di più. L'undici di Inzaghi, dopo una buona azione che ha portato al vantaggio di Menez, è retrocesso in maniera inspiegabile, lasciando campo al Torino per oltre novanta minuti di gioco. L'espulsione ha inciso, ma nel primo tempo il canovaccio è stato il medesimo della ripresa: una situazione francamente avvilente, per una squadra che dovrebbe fare della tenacia e l'agonismo i propri marchi di fabbrica.

TROPPO RINUNCIATARI - La summa di tutto ciò si è palesata al minuto 78': Inzaghi, invece di inserire un uomo fresco in avanti per tentare quantomeno di guadagnare secondi, preferisce rattoppare la difesa con un'altro centrale, sostituendo Menez con Alex. Risultato? Squadra ancora più schiacciata e rete incassata al primo calcio d'angolo per i padroni di casa. Eppure il catenaccio dei minuti precedenti aveva già traballato in numerosissime occasioni, quasi intimasse all'undici rossonero di tentare comunque di portare avanti il pallone. Il Milan esce dall'Olimpico con un punto non meritato, in attesa di capire quale possa essere il destino di questa stagione.

OBIETTIVI LONTANI - E' inevitabile che, in queste condizioni, le aspettative di terzo posto non siano basse ma nulle. Due vittorie nelle ultime undici partite non possono essere un ruolino da Champions, obiettivo realizzabile solo con una importante continuità di risultati. Continuando così il Milan rischierebbe addirittura di lasciarsi sfuggire l'Europa League, competizione che forse scalderà pochi cuori ma che non può essere snobbata. Un buon mercato potrebbe aiutare a risollevare umori ed ambizioni, ma è palese che le problematiche non siano da implicare soltanto ai singoli: troppe partite giocate malamente, anche contro avversarie di minor tasso tecnico, rappresentano ormai una costante di questa annata non proprio illuminante.