Okafor, il 9 del Milan del futuro è destinato a fraseggiare e a imbucare
Il Milan sta affrontando un precampionato nel quale mister Pioli deve modellare una squadra profondamente rivoluzionata secondo le logiche della sua concezione calcistica. Il cambio modulo, l’assegnazione dei compiti di regia e la fase di non possesso sono le situazioni chiave nella transizione da un modo di fare calcio ad un altro. Perché, va da sé, cambiando tanti giocatori così come ha fatto il Diavolo in questa estate, è chiaro che andrà cambiato anche il modo di giocare. Non tanto a livello di modulo, quanto a livello di compiti e di interpretazioni delle fasi di gioco e dei momenti della partita.
GIROUD LA VECCHIA SCUOLA, OKAFOR IL JOLLY CHE FA SALTARE IL BANCO
Se c’è una cosa che abbiamo capito dalle amichevoli di questa estate, è che il vice Giroud quest’anno sarà destinato a essere Okafor. Lorenzo Colombo, che pure per caratteristiche è più vicino al francese di quanto lo sia il neoacquisto svizzero, parte dietro nelle gerarchie, al punto che - nel caso si presentassero le giuste condizioni - potrebbe anche lasciare Milanello entro la fine del calciomercato. Di conseguenza viene da sé credere che nella stagione che verrà il Milan giocherà a due facce. Con Giroud, in forma classica, con il classico centravanti forte nel gioco aereo, bravo a fare da sponda e a pulire i palloni. Con Okafor, invece, si vedrà un Milan più simile a quando Rebic ricopriva il ruolo di centravanti, con caratteristiche più improntate sul gioco palla a terra, sui fraseggi, “dai e vai” e triangoli vari. È ovviamente presto, prestissimo, per sbilanciarsi sui compiti che verranno richiesti ai due centravanti nel corso della stagione, ma è già chiaro, lampante e palese come quest’anno mister Pioli proverà ad attingere ad una diversificazione tattica nella prospettiva di rendere quanto più imprevedibile, o quantomeno difficile da contenere, la squadra che gli è stata data in mano questa estate.
OKAFOR IL 9 DEL FUTURO E IL FUTURO È OGGI
Per quanto ci piacerebbe il contrario, Olivier Giroud non sarà eterno. Lo sa lui, lo sappiamo noi e lo sa la dirigenza del Milan. Ecco, dunque, che la convivenza con un centravanti atipico come lo svizzero di Binningen sarà importante anche in prospettiva. Perché, qualora il passaggio di consegne dovesse essere all’altezza delle aspettative, il Milan del prossimo futuro sarà con tutta probabilità incentrato su un rapido gioco palla a terra, per lo meno nell’ultimo terzo di campo, cosa che generalmente piace molto da vedere agli spettatori. Poter unire l’utile al dilettevole è una fortuna per pochi, ma la sinergia tra Furlani e Moncada sembra essere quella giusta per far continuare a crescere il Milan a ritmi importanti, in una direzione per niente risultatista e in linea con il tipo di spettacolo che cercano di offrire le grandi squadre europee. Grandi squadre europee tra le quali il Milan vuole tornare a stare in pianta stabile. Che sia con Giroud o con Okafor. Possibilmente, entrambi.
Di Luca Vendrame
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