Pato: "Milan, riparti da Maldini e Ibra. Futuro? Mi piacerebbe tornare in Europa, in rossonero sarebbe davvero bello"

06.04.2020 07:55 di Enrico Ferrazzi Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Pato: "Milan, riparti da Maldini e Ibra. Futuro? Mi piacerebbe tornare in Europa, in rossonero sarebbe davvero bello"

Ha lasciato il Milan ormai da qualche anno, ma Alexandre Pato non ha dimenticato i colori rossoneri. Anzi, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha raccontato di seguire molto da vicino le vicende del suo ex club: "Seguo molto il Milan. Quando riesco guardo qualche partita, altrimenti mi documento: se sbirciaste i miei collegamenti sul web, vedreste una lista lunga così di accessi a Gazzetta.it sulla pagina del Diavolo. Sono dispiaciuto di vederlo ormai da un po’ in condizioni così critiche, ma vedo anche che la proprietà sta provando a ripartire e quindi i tifosi devono avere fiducia. Voglia di Milan? Mi piacerebbe tornare in Europa. Dai, faccio bene quest’anno, vinco la Libertadores e poi torno. Al Milan sarebbe davvero bello".

CAOS SOCIETARIO - L'ex attaccante rossonero ha poi commentato l'addio di Boban e quello probabile di Maldini: "Penso che Boban sia entrato con la testa di aiutare e ci ha sempre provato. Poi, se non gliel’hanno lasciato fare... Cose strane. Anche Maldini verso l'addio? La società deve lasciarlo lavorare, conosce la testa dei giocatori, sa cosa significa questo club ed è in grado di riportarlo in alto. Mi auguro possa avere una strada lunga in rossonero. La proprietà deve puntare su persone così e dargli la tranquillità di poter fare il loro lavoro. Ci ho giocato insieme e so cosa può dare al Milan. Da compagno mi ha dato consigli e aiutato, una volta ci siamo anche scontrati, lui è un personaggio molto schietto. Ci sentiamo regolarmente, l’ultima volta è stato due settimane fa". 

AVANTI CON IBRA - Il brasiliano ha spiegato inoltre che il Milan deve ripartire anche da Ibrahimovic: "Se anche Ibra deve restare? Certo. Il club deve puntare su di lui, è troppo prezioso per i giovani ed è letale in area. È uno che tira il gruppo, ti fa dare il massimo. E poi è molto intelligente, si cura bene. Come si comportava con me? Mi chiedeva sempre la palla, spesso in modo brusco. Una volta col Napoli ho segnato dopo aver deciso di concludere l’azione da solo nonostante lui fosse piazzato bene. Mi sono detto: 'se non faccio gol mi ammazza'. In generale direi che ci siamo capiti bene. Che tris facevamo con Robinho. E quanti gol".