Più operaio che popstar: un Boa necessario oggi...e domani
Messo più volte in discussione nell'arco stagionale, Boateng ha comunque totalizzato 2605 minuti complessivi, come quinto rossonero più schierato da Massimiliano Allegri. Un bottino di tutto rispetto per un calciatore che, nelle ultime due (floride) annate, a suo malgrado era stato più volte costretto al forfait. L'apporto tecnico ha vacillato in alcuni frangenti, ma Prince non ha mai mancato di infondere d'impegno e carica le sue prestazioni. Già contro la Juventus, in uno Stadium mai troppo avvezzo alle fortune milaniste, il Boa berlinese aveva sfoderato una prova di verve in un ruolo non proprio amatissimo: la mezz'ala. Rinvigorito dalla "ennesima" promozione ad attaccante, l'ex Portsmouth e Borussia ha messo a ferro e fuoco la trincea catanese, sfiorando (causa Frison) anche uno dei suoi "classici" eurogol.
Proprio da una delle sue incursioni "doc", Boateng ha propiziato il momentaneo (ed essenziale) 1-1 di Flamini, tale da rinvigorire lo spirito rossonero in vista del pit-stop negli spogliatoi. Meno gargantuesco nella ripresa, il ghanese ha pagato dazio per il grande sforzo iniziale, pur non mancando di porre il proprio mattone per il bene collettivo. Non sarà un Boa in versione Moonwalk, popstar incallita di riflettori e magie, ma resta comunque un alfiere necessario per le sorti rossonere. Privarsene, a conti fatti, sarebbe un errore.

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