Quando la qualità in mezzo paga
Uno dei pilasti del Milan di Massimiliano Allegri è sempre stato il mediano di contenimento e rottura davanti alla difesa. In quel ruolo ci hanno giocato, a vario titolo, Ambrosini, van Bommel, Muntari e de Jong ma, nell’ultimo periodo, le necessità sono state altre e dettate dagli infortuni. Necessità che hanno costretto Allegri a portare Riccardo Montolivo nel ruolo di regista puro nel cuore del centrocampo con l’inserimento, ai suoi lati, di un mastino e di una mezz’ala che sappia fare, più o meno, le due fasi. E qui, il Monto, pare trovarsi a suo agio in quanto è il centro di gravità dei palloni che partono dalla difesa e, soprattutto, ha una visuale più ampia del terreno di gioco.
Così facendo, le geometrie che la squadra sta incominciando ad avere sono più lineari e, in particolare, c’è una distribuzione migliore del pallone sugli esterni il che consente al Milan di aprire quei varchi che nella prima parte della stagione faticava a trovare. Lo spostamento del fulcro del gioco dalla mezz’ala al cerchio di centrocampo da al mister anche la possibilità di trovare nuove soluzioni ai lati del perno centrale ma, alla fine, il risultato è quello visto in particolar modo contro il Bologna ovvero un gioco più allargato e arioso oltre a dare la possibilità al Monto di partire già fronte alla porta e, eventualmente, provare la conclusione da fuori. Perché la qualità in mezzo al campo paga sempre.

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