Torres, una montagna (di compagni) da scalare

Torres, una montagna (di compagni) da scalareMilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
lunedì 8 dicembre 2014, 12:00Primo Piano
di Salvatore Trovato

Panchina, quella... conosciuta. La parabola in rossonero di Fernando Torres sta seguendo (molto più velocemente) quella già vissuta in Blues. Dal campo alla panca, tutto nel giro di pochi mesi, ma con molte aggravanti: scarsa condizione, un solo gol, parecchie battute a vuoto. E così, in poco tempo, lo spagnolo, fuggito da Londra con l'obiettivo (e la speranza) di rinascere altrove (giocando con regolarità), si è ritrovato a dover fare i conti con una realtà molto simile a quella precedente.

SPAZIO RIDOTTO - Filippo Inzaghi, come è giusto che sia, continua a proteggere il suo giocatore, ma le recenti decisioni del tecnico piacentino non lasciano spazio ad altre interpretazioni: Torres non è più la prima scelta, forse neanche la seconda o la terza. Nel Milan che gioca con il tridente (o al massimo con il 4-2-3-1) non c’è spazio per due centravanti di ruolo: c’è un solo posto là davanti e, al momento, è occupato regolarmente da Jeremy Menez (che punta non è). Ieri, però, con il francese in affanno e la squadra scarica dal punto di vista offensivo, mister Pippo ha gettato nella mischia del Ferraris prima Giampaolo Pazzini e poi (addirittura) M’Baye Niang, lasciando in naftalina Fernando.

MERCATO - Preferenze che la dicono lunga sull’attuale stato dell’ex Chelsea. Il Niño che aveva incantato tutti a Empoli (non soltanto per lo splendido gol di testa, l’unico realizzato fin qui in Campionato), si è via via spento, eclissato, penalizzato (forse) dai problemi fisici e da un ambiente tutt’altro che comprensivo. Con l’ombra di Alessandro Matri a rendere ancora più opprimente la situazione. Perché il Milan - si dice - per gennaio cerca un attaccante, un punto di riferimento centrale. E se tre indizi fanno una prova...