Umiltà, riconoscenza e appartenenza: il Faraone vuole essere il futuro del Milan

Umiltà, riconoscenza e appartenenza: il Faraone vuole essere il futuro del MilanMilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 11 giugno 2013, 08:00Primo Piano
di Matteo Bursi

Il diretto interessato mette le cose in chiaro. Prima dei petrodollari a volte vengono le idee, le passioni, le convinzioni. Prima delle indiscrezioni giornalistiche che parlano di 'stato avanzato' riguardo alla trattativa tra il Manchester City e il Milan per il passaggio Oltremanica di Stephan El Shaarawy, vengono i pensieri delle parti interessate. Se l'amministratore delegato rossonero dichiara che il Faraone "non si muove", sono le parole del gioiellino rossonero a risultare ancor più pesanti. Quel "non penso proprio che andrò via" vale molto di più di una dichiarazione di facciata. Al ventilato interesse dei citizens, il Faraone preferisce il Milan.

La maglia, il progetto, le prospettive. "Qui - ha detto alla Repubblica - ho sempre avvertito la fiducia di tutti, della società, di Allegri e dei compagni. Se sono in nazionale lo devo a loro". Umiltà e riconoscenza ad un progetto che lo ha lanciato in pochi mesi alla ribalta internazionale. La pazienza e il carattere non gli mancano, ma la modestia di riconoscere le proprie lacune o le fasi dove può ancora migliorare, specie nell'attaccare la porta, i dettagli che possono far crescere ancora un ragazzo destinato a diventare un campione. In rossonero.