Un Milan senza idee torna indietro di un anno

Un Milan senza idee torna indietro di un annoMilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
domenica 15 settembre 2013, 20:00Primo Piano
di Emiliano Cuppone

Pareggio preoccupante quello di ieri sera all’Olimpico di Torino. Inutile trincerarsi dietro al carattere di una squadra che ha saputo riacciuffare la partita per i capelli nei minuti di recupero, resta una prestazione opaca di un Milan ancora piuttosto indietro. Al di là dei 5 punti di distacco dalla vetta, al di là degli infortuni che peseranno e non poco in un periodo con tanti impegni come quello che aspetta il diavolo, la squadra di Allegri sembra avere evidenti limiti di gioco. Il livornese si è concentrato sulla fase difensiva, preoccupante come sia perforabile la retroguardia rossonera, ma c’è da sottolineare anche una totale assenza d’idee in avanti.

Il dato allarmante è quello relativo ad una manovra che latita, ad un centrocampo privo d’inventiva e di sbocchi in avanti, che non riesce a sfruttare le doti di Balotelli, che produce poco o nulla e non riesce a tenere le redini della partita come dovrebbe. La sensazione è quella di rivedere la squadra dello scorso anno, il problema è che al contrario c’è un’intera stagione d’esperienza alle spalle, che molto si sarebbe dovuto imparare per non ripetere il disastroso inizio della scorsa stagione. Al di là dei risultati, il distacco è recuperabile e per nulla drammatico, ciò che mette ansia è l’incapacità di questa squadra di esprimere un gioco convincente. Dei cambiamenti sono stati fatti, è vero, il modulo di gioco su tutti, ma non tali da giustificare un’involuzione di questa portata rispetto al Milan che bene ha fatto nella seconda metà della scorsa stagione.

I tanti infortuni non aiutano, dagli esterni di ricambio che non convincono (ci si chiede anche che fine abbia fatto quel Kevin Constant che rappresentò una delle note liete l’anno scorso, in favore di un Emanuelson che non entusiasma) all’unico faro di centrocampo, Montolivo, che viene meno. Ma le scelte di Allegri non sembrano il massimo, da Poli, forse il più in forma della truppa, tenuto in panchina, a Robinho, irriconoscibile e compassato, messo in campo al posto di un Matri che scalpita e che cambia volto alla squadra quando entra. La speranza è che si tratti di un problema di condizione della truppa di Allegri, che i tanti impegni con le Nazionali abbiano influito e che, recuperato qualche pezzo ed un po’ di smalto, le cose possano tornare a girare nel più breve tempo possibile. Non sarà semplice con una partita ogni tre giorni, ma il tecnico toscano dovrà serrare le fila e ridare un’anima ed un gioco ad una squadra che non può rischiare di ricadere nel baratro come accaduto 12 mesi orsono.