Un solo regista e tanti incontristi: senza qualità in mezzo al campo, il bel gioco rischia di restare un’utopia

Un solo regista e tanti incontristi: senza qualità in mezzo al campo, il bel gioco rischia di restare un’utopiaMilanNews.it
© foto di Federico Gaetano
lunedì 9 febbraio 2015, 12:00Primo Piano
di Enrico Ferrazzi

Quando in campionato una squadra nelle prime sei partite del 2015 ottiene una vittoria, un pareggio e quattro sconfitte, vuol dire che sono diverse le cose che non vanno, ma in casa rossonera c’è un problema che sembra essere più grande di tutti, cioè l’assenza di gioco. Nonostante quella contro la Juventus non sia stata la peggiore prestazione della stagione, dalla gara di sabato sera è emerso ancora una volta la mancanza di qualità in mezzo al campo: per giocare bene, oltre all’organizzazione, è fondamentale infatti avere a centrocampo gente con i piedi buoni e che sia in grado di dare qualche idea alla manovra della squadra.

POCA QUALITA' - Con Essien e Muntari, vale a dire due giocatori più di contenimento che di impostazione, è per esempio molto complicato riuscire ad avere un gioco veloce e fluido. Il reparto offensivo del Milan ha grandi potenzialità, ma se nessuno riesce a servirlo nel modo giusto e con i tempi corretti anche gli attaccanti milanisti trovano grandi difficoltà. Analizzando la rosa rossonera, in mezzo al campo c’è un solo giocatore che, per caratteristiche, è più un regista che un incontrista, cioè Riccardo Montolivo, il quale, dopo un lungo stop per l’infortunio alla tibia, sta però faticando a ritrovare la forma migliore.

RIVOLUZIONE ESTIVA - Se in futuro il Milan vorrà tornare a giocare bene, sarà fondamentale rafforzare la rosa con giocatori di qualità, in particolare a centrocampo. Daniele Baselli, per esempio, è un profilo molto interessante da questo punto di vista, ma non può certamente bastare: servono infatti altri giocatori in grado di dare un gioco al Milan, gente con idee e con i piedi buoni. In estate, il compito della società deve essere quindi quello di rivoluzionare il centrocampo rossonero perché senza elementi di qualità in mezzo al campo, il bel gioco rischia di restare solo un’utopia.