Van Basten: "Il mio Milan ha dominato il mondo del calcio, quello di oggi lotta per sopravvivere in campionato"

31.03.2020 15:00 di Enrico Ferrazzi Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Van Basten: "Il mio Milan ha dominato il mondo del calcio, quello di oggi lotta per sopravvivere in campionato"

Marco van Basten, indimenticato campione rossonero, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Fanpage.it, nella quale ha parlato così del Milan attuale: "Non seguo molto il calcio italiano, a dir la verità, ma posso dire che il Milan dei miei tempi ha dominato il mondo del calcio, mentre quello di oggi sta lottando per sopravvivere in campionato. Mi sembra una differenza non da poco".

IL CALCIO DI OGGI - Cosa deve fare il Milan per tornare grande? L'olandese spiega: "Il calcio sta diventando sempre più un business, in cui il denaro e il budget sono l'unica cosa che conta, perché più entrate un club ha, migliori sono i giocatori che si può comprare. Ci sono alcuni club che stanno diventando sempre più piccoli, e questo sinceramente mi dispiace. Credo che la UEFA dovrebbe cercare di fare in modo che i club si avvicinino gli uni agli altri, non che siano sempre più diversi come valore dei giocatori, come è avvenuto progressivamente negli ultimi venticinque anni. Le differenze stanno diventando troppo grandi, sarà sempre più difficile colmarle".

CORONAVIRUS - Van Basten ha anche commentato l'emergenza coronavirus che ha colpito anche il mondo del calcio: "Al momento il calcio non è importante. Il calcio è lusso. Se tutto va bene, è un bel gioco, ma nei momenti difficili, come adesso, è irrilevante. Quando si potrà tornare in campo? Non saprei dire, sinceramente non ho nessun’idea al riguardo. Penso sia necessario ascoltare gli esperti che sicuramente ne sanno più di me e di noi. Al momento, penso che la salute e la sicurezza di tutti sia la cosa più importante. Quindi è inutile preoccuparsi del calcio".

GIOCO PIU' VELOCE - Sul calcio moderno, invece, l'ex attaccante rossonero ha dichiarato: "A differenza del periodo in cui ho giocato io, mi sembra che ora vado tutto più veloce, che ci sia meno spazio e che il gioco richieda ancora più tecnica. Devi agire e pensare ancora più velocemente di prima. Ma penso che i talenti dei miei tempi sarebbero dei talenti anche oggi: si allenerebbero ora, con questo diverso modo di giocare, seguirebbero le richieste che gli vengono fatte e sarebbero grandi anche ora".