Vittoria e strigliata, Mihajlovic bacchetta tifosi e giocatori: ma Sinisa è così, prendere o lasciare
Bastone e carota, sempre e comunque. Sinisa Mihajlovic è fatto così e il popolo rossonero ha già imparato ad apprezzarlo. Accolto ieri con una standing ovation dai tifosi presenti a San Siro, il tecnico serbo, nel dopopartita, non ha esitato a strigliarli: inaccettabili i fischi a Cerci, una lezione di stile e tifo, più che un semplice rimprovero.
CRITICHE - Sinisa, come evidenzia La Gazzetta dello Sport, è poco sensibile alle adulazioni. Soprattutto, è uno che esterna senza troppe remore il suo pensiero. Anche se si tratta di concetti scomodi. Insomma, non ha peli sulla lingua. È fatto così, prendere o lasciare. È un allenatore che spreme la squadra come un limone e che non esita a sbatterla sul banco degli imputati se è necessario. Proprio come ieri, nel primo impegno ufficiale della stagione. Mihajlovic non ha gradito l’atteggiamento dopo il 2-0, lo ha fatto notare ai suoi nello spogliatoio e lo ha ribadito davanti a microfoni e taccuini.
SVOLTA - Tuttavia, non sono mancate le carezze. Sinisa - scrive la rosea - punta il dito su ciò che ancora non va, ma certi meccanismi di gioco e lo spirito mostrato ieri contro il Perugia non si vedevano da molto tempo. La strada è quella giusta e il mister lo sa bene, ma preferisce, come è giusto che sia, tenere il gruppo sulle spine. I tifosi, come detto, sono già pazzi di lui: volevano un tecnico che desse una svolta negli atteggiamenti e nell’approccio alle partite, e l’hanno trovato.
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