Andamento lento

Andamento lentoMilanNews.it
© foto di Alberto Fornasari
giovedì 23 settembre 2010, 00:30Vista dalla Curva
di Davide Bin
Nemmeno all'Olimpico arriva la tanto sospirata vittoria che rilanci le ambizioni del Milan in campionato: a Ibrahimovic risponde Floccari e bisogna accontentarsi di un pareggio mentre l'Inter scappa via.

Niente da fare: ancora un pareggio, ancora una prestazione poco brillante e ancora una giornata negativa in cui il divario in classifica dall'Inter si dilata ulteriormente; l'unica buona notizia è che finalmente il Milan riesce ad uscire indenne da una trasferta di campionato, cosa che non succedeva da Pasqua; nelle successive quattro partite fuori casa (tre della scorsa stagione più quella di Cesena in questa) erano arrivate solo sconfitte, ma questo rilievo statistico abbastanza insignificante non può bastare a risollevare l'umore dei tifosi rossoneri, che cominciano a temere l'ennesimo campionato mediocre e passato ad ammirare le prodezze dei cugini là davanti. Non è bastato nemmeno il primo acuto di Ibrahimovic, l'uomo degli scudetti (altrui) a far tornare il sorriso nell'ambiente milanista, perchè un'altra disattenzione difensiva ha permesso alla Lazio di pareggiare e, in fondo, il risultato è giusto, perchè il Milan ha avuto qualche occasione, ma Abbiati è stato uno dei migliori in campo e ha salvato spesso i rossoneri. Ovviamente, come spesso accade quando le cose non vanno per il meglio, anche la sfortuna ci ha messo lo zampino, perchè l'azione del pareggio laziale si è sviluppata sulla fascia destra della difesa rossonera con Abate a terra nella metà campo opposta per crampi e perchè nel finale una staffilata di Zambrotta è andata a schiantarsi sul palo invece di gonfiare la rete alle spalle di Muslera. Ovviamente è presto per parlare di crisi, ma questo non è il Milan che tutti si aspettavano e i risultati non sono rispondenti alle attese; alla vigilia Seedorf ha detto che fra un mesetto si dovrebbe vedere il vero Milan, quello sognato dopo gli acquisti di Ibra e Robinho, ma procedendo di questo passo, fra un mese potrebbe essere troppo tardi per qualunque ambizione di vittoria, soprattutto in campionato.

Con Abate e Zambrotta sulle fasce, Boateng nel tridente d'attacco e Gattuso a centrocampo, Allegri prova a proporre un Milan più equilibrato all'Olimpico; l'obiettivo è evitare di soffrire troppo in fase difensiva senza rinunciare ad uno schieramento offensivo, contro una Lazio galvanizzata dal successo di Firenze e che vuole cercare di ottenere un successo prestigioso per proseguire il momento positivo. Il Milan non ha alternative anche se siamo solo alla quarta giornata: deve cercare di vincere per non vedere fuggire via l'Inter e si spera che nel primo turno infrasettimanale del campionato, cioè in un giorno della settimana solitamente dedicato alle partite europee, i rossoneri ritrovino l'ispirazione da Champions, visto che l'unica vittoria del Milan da quando è arrivato Ibra è stata ottenuta proprio nella competizione europea e, invece, l'unico successo in campionato è precedente all'era Ibra.

E' proprio lo svedese il protagonista dell'avvio di partita: prima si dimostra sciupone e si mangia un gol solo davanti a Muslera, sparandogli addosso il pallone, poi cerca di farsi perdonare danzando sul pallone in area e trovando il pertugio per la conclusione in porta nell'area affollata, ma senza sorprendere il portiere laziale. Queste due occasioni fanno pensare che il Milan possa dominare e mettere sotto la Lazio, ma si tratta solo di un'illusione, visto che da lì in poi sono i biancocelesti a riempire il tabellino della cronaca, mentre il gioco dei rossoneri continua ad essere lento, lezioso e poco produttivo e così il possesso palla è fine a se stesso, non produce pericoli per la porta avversaria e si vedono tanti passaggi in orizzontale che fanno imbufalire Allegri e poche verticalizzazioni verso Ibrahimovic. Abbiati diventa protagonista deviando un paio di tiri insidiosi e un'altra conclusione della Lazio finisce fuori di poco e così il primo tempo, certamente non molto divertente, si chiude con la sgradevole sensazione che in fondo la Lazio sia stata più pericolosa di un Milan ancora una volta in difficoltà quando si tratta di affrontare difese schierate con manovre veloci e ritmo alto.

Non vanno molto meglio le cose nella ripresa e la partita continua ad essere bruttina e con pochi spunti di cronaca; ma quando meno te l'aspetti e proprio nel momento in cui il Milan sembrava aver ulteriormente rallentato il gioco, arriva la fiammata che non t'aspetti: Seedorf, tornato per un attimo trequartista come piace a lui, verticalizza per Ibrahimovic, i difensori della Lazio, fin lì attentissimi, vanno in confusione e si lasciano scappare lo svedese, che vola verso Muslera, vince un rimpallo sull'uscita del portiere e deposita nelle porta vuota, segnando il primo gol in campionato con la maglia rossonera (anzi nera in quest'occasione) ed andando ad esultare sotto lo spicchio di Olimpico riservato ai tifosi del Milan. Sembra fatta e sono già pronti gli elogi per Ibra, decisivo con un lampo nel buio che, come piace a lui, fa vincere una squadra in difficoltà, ma il Milan ha il torto di non provare a chiudere la partita, sfruttando il comprensibile momento di difficoltà della Lazio, trovatasi in svantaggio nel momento di minore sofferenza e paga a caro prezzo l'errore un quarto d'ora dopo, quando Hernanes sfugge a Boateng e mette al centro un traversone basso che Floccari devia in rete anticipando Thiago Silva. Tutto da rifare, ma c'è poco tempo per cercare una vittoria sfuggita sul più bello e non basta l'ingresso di Robinho al posto di Seedorf (prima erano entrati Flamini al posto di Gattuso e Antonini al posto di Abate) a dare più vivacità alla squadra. Le ultime fiammate sono proprio allo scadere e in pieno recupero, ma il tiro di Zambrotta finisce sul palo e la conclusione al volo di Boateng in piena area viene respinta in modo fortuito da un difensore; in mezzo a queste due clamorose occasioni rossonere ce n'è anche una per la Lazio e Abbiati deve deviare in angolo un insidioso tiro di Hernanes, a dimostrazione che il pareggio è giusto, anche se al Milan serve davvero poco.

Il Milan non è stato brillante e questa ormai è una costante che comincia a diventare preoccupante; la difesa ha sofferto meno rispetto ad altre occasioni (ma anche con la coppia Nesta-Thiago Silva non si dimostra impenetrabile), anche per merito dell'interdizione garantita da un Gattuso finalmente tornato ai suoi livelli di rendimento, anche se poi è stato sostituito da Allegri in quanto sfinito. Purtroppo il gioco stenta a decollare, la manovra è lenta e prevedibile, si sviluppa troppo in orizzontale e poco in verticale e i palloni giocabili per le punte non sono molti, perchè gli attaccanti sono sempre costretti ad affrontare una difesa schierata e non riescono quasi mai ad infilarla in velocità. L'azione del gol rossonero è emblematica di ciò che Allegri vorrebbe dai suoi giocatori ma che si vede solo in rarissime occasioni, mentre per il resto il Milan ha giochicchiato ad andamento lento e così facendo non si può sperare di andare lontano, perchè due punti in tre partite non consentono di fare sogni di gloria e, soprattutto, l'Inter sta già scappando via. Ci vuole pazienza, bisogna lasciare ad Allegri il tempo di dare un gioco ad una squadra che ha assunto la sua fisionomia definitiva a campionato già iniziato, ma queste considerazioni non mitigano la delusione di chi sognava un avvio di campionato a spron battuto e, invece, deve fare i conti con una squadra che non convince e non sa più vincere.