BUFERA O BUFALA?
La giornata di martedì non verrà certo ricordata per la scoppiettante amichevole del Milan in Albania, terminata 3-3 e poi vinta ai rigori, partita in cui si è rivisto in campo Gattuso e in cui Shevchenko e Ronaldinho sono tornati titolari e al gol, quanto per il "caso" Berlusconi-Ancelotti: secondo alcuni organi di informazione, infatti, il proprietario del Milan avrebbe pesantemente criticato l'operato dell'allenatore, dichiarando ad un gruppo di turisti incontrati a Sharm El Sheik che "é colpa di Ancelotti se il Milan ha perso lo scudetto, perchè con gli uomini che ha il Milan avrebbe potuto tenere testa all'Inter"; in serata, però, lo stesso Berlusconi ha fatto sapere di "cadere dalle nuvole" sulla vicenda, quindi ufficialmente il caso sarebbe già risolto. In effetti non si può sbilanciarsi sulla vicenda fino a quando non si saprà se la presunta dichiarazione che ha alzato un tale polverone è vera e fino a quel momento non resta che affidarsi alle certezze per evitare di dire sciocchezze ed inesattezze. La prima certezza è che Berlusconi è stato "punzecchiato" con uno striscione ironico dalla Curva Sud ("PRESIDENTE: CRISI D'AMORE CON VERONICA...CON IL MILAN CRISI ECONOMICA") e questo avrebbe potuto spingere l'azionista di maggioranza rossonero a tentare di "scaricare" su altri le responsabilità delle difficoltà della squadra, visto che siamo anche in campagna elettorale e il Berlusconi Presidente del Consiglio è a caccia di consensi e di voti. Anche la smentita serale avrebbe un senso se vista in quest'ottica, visto che nel frattempo i sondaggisti si sono scatenati, la maggioranza dei "votanti" ha dato ragione ad Ancelotti e torto a Berlusconi e sappiamo quanto il Presidente sia sensibile ai risultati dei sondaggi. Come vedete, però, siamo entrati nel delicato campo delle ipotesi, lasciando subito la strada delle certezze alla quale vorrei tornare dicendo che la seconda certezza della stagione è che Ancelotti ha "bruciato" la campagna acquisti estiva del Milan e, più precisamente, di Berlusconi, confinando in panchina da mesi sia Shevchenko che Ronaldinho. Penso di non andare lontano dalla realtà se dico che ciò ha "irritato" Berlusconi, da sempre convinto che il "giocattolo Milan" è suo e ne può fare quello che vuole: il suo sogno sarebbe stato vedere spesso in campo il famoso Ka-Pa-Ro, ovvero il trio brasiliano che, invece, il tecnico non vede tanto di buon occhio soprattutto per motivi tattici, visto che i tre amano partire tutti dalla stessa posizione e, quindi, tendono a "pestarsi i piedi" nel corso della partita; sta di fatto che il Ka-Pa-Ro lo abbiamo visto davvero raramente, così come il "figliol prodigo" Shevchenko e dall'inizio del 2009 lo stesso Ronaldinho, dopo un positivo avvio di stagione, è diventato un "oggetto misterioso" da spedire spesso e volentieri in panchina, da impiegare nei finali di partita a risultato acquisito o nelle amichevoli infrasettimanali e sicuramente ciò avrà creato qualche attrito fra responsabile dell'area tecnica e proprietario della squadra.
Indubbiamente anche Ancelotti ha le sue responsabilità e le sue colpe per gli attuali problemi del Milan: lo dicono molti dei tifosi che esprimono i loro pareri su questo sito, lo ha fatto notare anche la curva quando ha chiesto più rispetto per Shevchenko; il tecnico ha le sue simpatie mai nascoste per alcuni giocatori, non "vede" molto i giovani a meno che siano autentici fenomeni alla Pato o alla Kakà ai tempi in cui arrivò al Milan, ha creato un gruppo di fedelissimi ai quali si affida nei momenti decisivi o di difficoltà e nel quale è arduo entrare per i nuovi arrivati e ciò porta alla conseguenza che la formazione rossonera è più o meno immutata da molti anni; alcuni hanno incolpato Ancelotti di essere anche troppo "aziendalista", cioè di assecondare le scelte della società, non lamentarsi mai e non protestare se non vengono acquistati i giocatori che desidera lui o se Berlusconi va da Abramovich per chiedergli Ivanovic e torna con Shevchenko (che non è proprio la stessa cosa); ma dal punto di vista della società e del presidente Berlusconi, l'aziendalista Ancelotti è un grosso vantaggio che permette di fatto di fare i propri comodi in fase di mercato senza ricevere critiche pubbliche da parte di chi poi quei giocatori li deve allenare e gestire per l'intera stagione e questo andrebbe considerato prima di fare, sempre se sono state fatte, certe dichiarazioni. E' indubbio che Ancelotti ha grossi meriti nelle vittorie che il Milan ha conquistato con lui in panchina: in particolare il trionfo di Atene e tutto ciò che ne è conseguito dopo (Supercoppa Europea, Mondiale per club e possibilità di diventare il club più titolato al mondo) è un suo "capolavoro" soprattutto nel momento in cui si è trattato di "fare gruppo", compattare lo spogliatoio e rivitalizzare un gruppo che in autunno sembrava finito e "bollito" a causa della preparazione affrettata e poco curata per colpa dei preliminari "a sorpresa" di Champions League. C'è la mano di Ancelotti anche in tanti altri trionfi, visto che il "suo" Milan ha vinto tutto quello che una squadra di club può vincere e alcuni successi sono stati anche bissati; forse avrebbe addirittura potuto vincere di più in questi anni (ad esempio la finale di Istanbul o qualche scudetto perso in volata), ma in fondo ha sempre tenuto ad alti livelli il Milan e, soprattutto, negli ultimi anni ha fatto miracoli con una rosa sempre più vecchia e spremuta e che la società non ha mai pensato di rinforzare o rinnovare se non con altri "nomi altisonanti" dal grande passato ma dal futuro incerto. Per questo Ancelotti merita rispetto e riconoscenza, da parte dei tifosi (e la curva non perde occasione per acclamarlo) ma anche e soprattutto da parte dei dirigenti e ciò non vuol dire che il "matrimonio" debba durare all'infinito, cosa che di sicuro non vuole nemmeno lo stesso Ancelotti, ma che se qualcuno ha deciso che è giunto il momento della separazione, la stessa sia cordiale e amichevole e non accompagnata da polemiche e accuse. Per questo la speranza di tutti è che la dichiarazione di Berlusconi sia solo una gigantesca "bufala" e non una verità e che presto la bufera scatenata dalla vicenda si plachi e torni il sereno su questo finale di stagione.
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