FINE DEL TORMENTONE

FINE DEL TORMENTONEMilanNews.it
sabato 8 agosto 2009, 11:54Vista dalla Curva
di Davide Bin
L'acquisto di Huntelaar mette la parola fine alla "telenovela" iniziata subito dopo la cessione di Kakà; il Milan ha trovato il nuovo attaccante, da molti definito l'erede di Marco Van Basten e i tifosi rossoneri sognano che il paragone sia azzeccat

L'estate, si sa, è da sempre caratterizzata da vari tormentoni, solitamente musicali; la società Milan ha pensato di vivacizzare la sua estate creando un personalissimo tormentone, ovvero la scelta del nuovo attaccante in una rosa ristretta di nomi: dal giorno della dolorosissima cessione di Kakà i dirigenti di Via Turati erano alla ricerca di una punta che lo sostituisse numericamente, anche se, ovviamente, con altre caratteristiche; si era partiti decisi con Dzeko, poi c'è stata la svolta (consigliata da Leonardo) verso Luis Fabiano, addirittura si era pensato a Trezeguet, sempre con l'ombra di Huntelaar ad incombere e, infatti, il tormentone si è chiuso ai primi d'agosto con il summit di mercato fra Berlusconi, Galliani e Leonardo che ha fatto scattare proprio l'acquisto dell'attaccante olandese, chiuso in poche ore e, quindi, forse già pronto da giorni in attesa del "permesso presidenziale" (ad essere cattivi si può dire che si sia aspettato l'intervento di Berlusconi per fargli fare bella figura davanti ai tifosi...). Iniziamo subito col dire che l'importante è che il tormentone sia finito: sinceramente non se ne poteva più, anche perchè il Milan stava dando una sgradevole sensazione di impotenza sul mercato che faceva soffrire tutti i tifosi: ogni obiettivo sembrava troppo caro, ogni giocatore voleva troppo in termini d'ingaggio, insomma sembrava che il buco nella rosa alla voce punte sarebbe rimasto vuoto e, invece, la società rossonera ha messo a disposizione di Leonardo un attaccante davvero valido. Per quello che può contare (cioè poco), nella mia personalissima classifica delle punte che il Milan stava cercando di comprare, Huntelaar è sempre stato in prima posizione, quindi posso ritenermi soddisfatto: l'olandese è attaccante che "vede la porta", forte fisicamente ma anche agile nei movimenti, capace di segnare in tutti i modi, quindi sa adattarsi a qualunque tipo di gioco e, soprattutto, potrà essere quel punto di riferimento là davanti, non solo in fase conclusiva ma anche per proteggere il pallone e far salire la squadra, che nelle ultime stagioni è sempre mancato al Milan, anche per colpa del grave infortunio di Borriello nella scorsa stagione. Le cifre parlano a favore di Huntelaar, giocatore capace di segnare 136 reti in 173 partite in Olanda, 18 gol in 22 partite in nazionale under 21 e 13 reti in 21 partite di nazionale maggiore. Il campionato olandese non è certo il più difficile d'Europa, ma quando un attaccante è così prolifico può far bene dappertutto e poi certi numeri ricordano quelli di un altro grande attaccante olandese, rimasto nel cuore di tutti i tifosi rossoneri.

Huntelaar dovrà abituarsi a convivere con l'ingombrante ombra del Cigno di Utrecht, il mitico Marco Van Basten, ma penso che se l'aspetti e che sia abituato, visto che i paragoni sono iniziati ben prima del suo arrivo a Milano. Già quando era più giovane si parlava di lui come del nuovo Van Basten e se da una parte non è giusto mettere tanta pressione addosso ad un giocatore con un confronto così "scomodo", dall'altra tale prospettiva può far sognare i tifosi rossoneri e ridare loro un po' di entusiasmo in un'estate deprimente. In effetti non solo l'impressionante numero di reti segnate ma anche la pregevole fattura di alcuni suoi gol fa venire in mente Van Basten, perchè anche Huntelaar ha dimostrato di saper essere agile e spettacolare davanti alla porta nonostante un fisico prestante e potente; Van Basten, fra l'altro, è stato suo allenatore sia in nazionale che all'Ajax, anche se il rapporto fra i due è stato abbastanza teso e burrascoso e si spera che il mitico Marco abbia insegnato al giovane erede qualche suo segreto. Ci sarà tempo per dire se lo scomodo paragone è azzeccato e, soprattutto, non bisogna mettere troppa pressione addosso ad un giocatore che ha il diritto di lavorare con calma e serenità ed essere valutato per quello che è e non in base al confronto con una leggenda del calcio mondiale, ma ciò che più conta in questo momento è che il fastidioso tormentone dell'attaccante sia finito, il Milan si è finalmente mosso sul mercato e chissà che la soddisfazione e gli elogi ricevuti per il colpo messo a segno (ad una cifra ottima oltretutto) non diano la spinta e la voglia per fare qualche altro regalo a Leonardo e a tutti i tifosi rossoneri.