Flamini evita brutte figure
Atmosfera da Coppa d'Inghilterra a San Siro: come accade oltremanica, sfida ad eliminazione diretta fra squadre di serie diverse, il grande Milan, club più titolato del mondo, contro il piccolo Novara, capolista del suo girone di Lega Pro, ma questa volta Davide non riesce a sconfiggere Golia, anche se ci ha provato, ha fatto soffrire e penare il “gigante” e ha fatto bella figura di fronte ad uno stadio quasi completamente occupato dai propri tifosi; un'intera città si è trasferita a Milano per vivere una giornata storica e i tifosi del Milan sembravano i veri ospiti in mezzo a quella marea azzurra che ha gremito il primo anello verde e arancio ma anche altri settori. Il Milan ha evitato brutte figure, perchè farsi eliminare dal Novara sarebbe stata indubbiamente una brutta figura, giocando una buona partita, seppur in formazione rimaneggiata (ma anche l’allenatore del Novara ha lasciato fuori la coppia d’attacco titolare perché il vero obiettivo è la promozione in serie B), soprattutto nel primo tempo, mentre nella ripresa l'improvviso ed immediato gol del pareggio del Novara ha mandato un po' in confusione i rossoneri che hanno faticato a reagire e a rendersi nuovamente pericolosi e hanno dovuto aspettare gli ultimi minuti per riportarsi in vantaggio e decidere a loro favore partita e qualificazione. La prodezza di Flamini lancia il Milan ai quarti di finale di Coppa Italia ma non rovina del tutto la festa ai tifosi del Novara, che hanno vissuto una giornata storica, hanno incitato la loro squadra e hanno assistito ad una bella prestazione dei loro giocatori, che hanno sognato l'impresa ma hanno dovuto arrendersi nel finale. Leonardo può essere soddisfatto perchè il suo Milan 2 non ha snobbato l'impegno nè con i giovani, nè con i "senatori", anche se, ovviamente, una squadra inedita non poteva avere lo stesso gioco fluido e gli stessi meccanismi di quella che vediamo solitamente in campionato e Champions; l'obiettivo, però, era passare il turno, consentendo a chi solitamente gioca poco o nulla di mettersi in mostra e si può dire che sia stato centrato.
Leonardo schiera una squadra con un solo titolare, Ambrosini, ma solo perchè il capitano è squalificato per la partita di domenica prossima contro il Siena; per il resto spazio alle seconde e terze linee, con il rientro di Storari fra i pali (il povero Abbiati deve ancora attendere la sua occasione) e di Bonera come terzino destro, con Kaladze e Favalli coppia centrale e il giovane De Vito a sinistra; a centrocampo, oltre ad Ambrosini, ci sono Jankulovski e Flamini, il trequartista è Di Gennaro, le punte Inzaghi e Huntelaar; come si può notare si tratta di giocatori che in campionato raccolgono solo le briciole e giocano scampoli di partita e Leonardo punta sulla loro voglia di riscatto e sul desiderio di metterlo in difficoltà nelle scelte future con una buona prestazione.
La partita si gioca in uno scenario strano e singolare: siamo a San Siro, teoricamente casa del Milan, ma in Curva Sud c'è solo uno sparuto gruppetto di ultras e nel resto dello stadio i tifosi rossoneri si potrebbero contare uno ad uno visto che sono pochissimi; gli spalti, però, sono notevolmente più pieni rispetto alle abitudini di Coppa Italia e il merito è dei tifosi del Novara giunti in massa a Milano; si parla di circa 10000 persone accorse per un appuntamento storico e lo dimostrano anche le bancarelle all'esterno dello stadio che vendono magliette azzurre celebrative dell'evento, manco fosse una finale di Champions League; ovviamente chi le finali di Champions le ha vissute davvero sorride nel vedere tanto entusiasmo per un ottavo di finale di Coppa Italia, ma in fondo il calcio è bello anche per questo e, se non altro, la partita si gioca con una cornice di pubblico che sicuramente non avrebbe avuto, soprattutto alle 16 di un giorno feriale, se l'avversario fosse stato un altro; per una volta il Milan gioca in trasferta pur essendo in casa e il fatto che la partita si disputi a San Siro consente ai tifosi del Novara di essere più numerosi che nel loro piccolo stadio.
Il Milan inizia bene la partita e prova subito a smorzare l'entusiasmo dei giocatori del Novara, sospinti dal loro pubblico; bastano dodici minuti a sbloccare il risultato e sembra il preludio ad una facile vittoria, anche se non sarà così. E' Inzaghi l'autore del gol, perchè per lui una rete è sempre una rete e non fa differenza se è segnata in campionato, in Champions League o semplicemente in Coppa Italia: stop di petto, doppio dribbling ai danni del difensore e tiro deviato che prende una strana traiettoria e diventa imparabile per Fontana; un gol davvero pregevole che dimostra l’infinita fame di gol e di calcio di SuperPippo “costretto” ad accontentarsi della vetrina della Coppa Italia ma che non per questo ci mette meno impegno e carica emotiva e la dimostrazione viene anche da un paio di scatti sulla fascia con altruistici assist per Huntelaar che l’olandese non riesce a sfruttare. I rossoneri continuano a spingere e sembrano voler chiudere la partita il prima possibile per evitare beffarde sorprese, ma il portiere del Novara non è d’accordo e sfodera almeno quattro parate miracolose, due su Jankulovski (una in uscita bassa, una volante su potente tiro del ceco), due su Inzaghi (sulla girata da pochi passi e sul colpo di testa a colpo sicuro sul conseguente calcio d’angolo), più un'altra in uscita su Flamini, ma l’azione era viziata da un fuorigioco. Storari deve compiere una sola parata, quindi si può dire che nel primo tempo la differenza di valori fra le due squadre si sia vista, anche se il Novara ha tenuto il campo in modo egregio, correndo, pressando molto e mettendo in mostra le sue qualità.
La ripresa inizia con Abate al posto di Bonera (che non ha i novanta minuti nelle gambe dopo la lunghissima assenza) e con lo choc dell’immediato gol del Novara: Gonzalez si libera di Kaladze (poco reattivo nell’occasione) e fulmina Storari con un tiro angolato sul secondo palo che non dà scampo. San Siro esplode, a dimostrazione che i tifosi del Novara sono in netta maggioranza e i piemontesi ricominciano ad accarezzare il sogno della clamorosa impresa, anche perché il Milan non è più quello del primo tempo e, forse sorpreso dal gol in apertura, fatica a riordinarsi e a prendere in mano il pallino del gioco. Il Novara si esalta, prende coraggio e sfiora anche il gol del clamoroso sorpasso, il Milan ora soffre e fa fatica. Leonardo prova a gettare nella mischia anche il giovane Verdi, campioncino della Primavera che tenta di mettersi in luce con qualche dribbling ma s’intestardisce troppo e viene puntualmente bloccato. Inzaghi si vede annullare un gol (forse regolare) per fuorigioco e sbotta con il guardalinee come nelle occasioni importanti, anche perché manca poco alla fine e la prospettiva dei supplementari non attira né i giocatori del Milan né i suoi infreddoliti tifosi, mentre per i novaresi sarebbe la prosecuzione del sogno. Allora ci pensa Flamini a rovinare la festa del Novara, con una percussione dalla metà campo conclusa con un potente e preciso tiro dalla distanza che va ad infilarsi all’angolino; è il primo gol del francese con la maglia del Milan ed è una rete importante che regala ai rossoneri la qualificazione. Il Novara prova a reagire ma ha speso molto e rimane in dieci perché ha già effettuato le sostituzioni e Cossentino si infortuna; generosamente gli azzurri ci provano e creano qualche brivido ma è il Milan a conquistare la vittoria e a proseguire il cammino in Coppa Italia. Per quello che può valere, i rossoneri sono i primi a costringere alla sconfitta i fin qui imbattuti uomini di Tesser, l’unica squadra ancora senza sconfitta nel panorama professionistico italiano, ma ciò che più conta è che il Milan ha evitato di fare brutte figure e continua a competere su tutti i fronti. Il sogno del Novara finisce qui, ma è stato un bel pomeriggio di sport e di calcio anche e soprattutto grazie all’entusiasmo genuino e spontaneo di squadra e tifosi novaresi, che all’uscita dalla stadio continuano a fare foto e filmini ricordo di una giornata che per loro rimarrà storica ed indimenticabile, mentre per noi tifosi rossoneri è solo una della tante pagine del libro della stagione da girare al più presto per poter leggere un altro capitolo dal titolo Siena, perché domenica si torna in campo e c’è subito un’altra partita da vincere.
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