Il Milan non si sblocca

Il Milan non si sbloccaMilanNews.it
© foto di Giacomo Morini
lunedì 1 febbraio 2010, 00:08Vista dalla Curva
di Davide Bin
I rossoneri, lenti e prevedibili, non riescono a battere il Livorno; non basta un gol di Ambrosini nel finale di primo tempo, perchè la bestia nera Lucarelli pareggia nella ripresa.

Doveva essere la partita del riscatto dopo la batosta del derby e l'eliminazione in Coppa Italia per mano dell'Udinese, è stata un'altra delusione, che chiude nel modo peggiore una settimana che a questo punto si può tranquillamente definire tragica. Leonardo aveva detto che la corsa scudetto era ancora aperta e che non bisognava arrendersi, ma forse qualcuno gli doveva spiegare che proprio perchè si chiama "corsa", anzi nel caso del Milan rincorsa verso una vetta lontana, bisognava cercare di correre a suon di tre punti per partita e non "passeggiare" con scialbi pareggi contro squadre di bassa classifica. Invece un Milan lento e improduttivo ha stentato a sfondare una difesa chiusa e organizzata e per di più, anche nel momento in cui ci è riuscito, non ha difeso il prezioso vantaggio, facendosi rimontare per colpa dell'ennesima amnesia di una difesa che senza Nesta fa acqua da tutte le parti. E così all'infreddolito e sempre meno numeroso pubblico di San Siro non rimane che rimuginare sull'ennesima occasione persa, che avrebbe permesso di avvicinare "virtualmente" l'Inter bloccata dalla neve a Parma; ora le partite da recuperare sono una a testa, quindi il distacco è più "reale" ed è di otto punti, davvero troppi se il Milan è quello visto contro il Livorno; meglio guardarsi alle spalle, perchè la Roma, pur con una partita in più, ora è pari al Milan e bisogna difendere il secondo posto, più che sognare la vetta ormai irraggiungibile, visto che il Milan ha nuovamente perso la sua identità una volta che sono cominciati gli infortuni, a dimostrazione che la rosa non è sufficientemente numerosa e non consente di sostituire adeguatamente gli assenti; inutile sottolineare ancora che non c'è un difensore in grado di sostituire Nesta, superfluo far notare che, sebbene non stia giocando in modo scintllante, ogni volta che Pirlo è assente il Milan stenta a costruire gioco, cosa ormai risaputa da anni ma alla quale non si riesce ad ovviare; inoltre l'assenza di Pato comincia a farsi sentire, perchè manca un'altra vera seconda punta da schierare e Leonardo non si fida, se non in caso di necessità, a mettere in campo contemporaneamente Borriello più uno fra Huntelaar e Inzaghi e fatalmente, con Ronalidnho che entra raramente in area e Beckham che non è una vera punta, il centravanti rimane troppo solo e la pericolosità del Milan in attacco ne risente. Tutto questo ha portato ad un pareggio casalingo che è una mezza sconfitta e che chiude definitivamente qualunque velleità di lotta per lo scudetto.

Leonardo, già privo di Pato, Nesta e Pirlo, deve rinunciare anche a Dida per il mal di schiena, ma con l'Abbiati visto mercoledì contro l'Udinese si può star tranquilli; confermati Antonini e Abate sulle fasce e Favalli centrale a fianco di Thiago Silva, Leo, inserisce un po' a sorpresa Flamini al posto di Gattuso in mediana e ritrova Seedorf titolare nel tridente di trequartisti con Ronaldinho e Beckham alle spalle dela punta Borriello. Come previsto il freddo, la delusione del derby e il blocco del traffico tengono lontano il pubblico da San Siro; lo stadio è sempre più desolatamente vuoto, a dimostrazione che anche riarpire la campagna abbonamenti per il girone di ritorno non ha sortito grandi effetti. La curva Sud dimostra di aver assorbito la brutta botta della sconfitta nel derby e sostiene la squadra come sempre, ma anche nel secondo anello blu ormai i vuoti sono sempre più ampi e la cosa è desolante per chi ricorda una curva sempre gremita e ribollente d'entusiasmo.



L'avvio del Milan non dà molta fiducia: la squadra non crea grossi pericoli e si fa bloccare facilmente dalla difesa della squadra di Cosmi; il più attivo è Beckham ma il primo tiro in porta è una punizione di Ronaldinho che solo un indecisione di Benussi rende pericolosa. La manovra è lenta e prevedibile e così ci si affida solo ai tiri da lontano per cercare di centrare la porta avversaria. Bisogna aspettare un'altra punizione, che Beckham calcia a fil di palo per avere qualche sussulto fra tanta noia e più di mezz'ora per la prima vera occasione, ovvero una rasoiata di Ronaldinho da fuori area che colpisce il palo. L'episodio dà una scossa al Milan che intensifica la pressione e anche Thiago Silva ci prova da lontano impegnando Benussi in una parata a terra. Il Milan fa poco, il Livorno ancora meno e non tira mai nello specchio della porta, a dimostrazione che intende solo difendersi e bloccare tutte le fonti di gioco del Milan. Quando il primo tempo sembra indirizzato verso uno scialbo 0-0, i rossoneri trovano il gol del vantaggio nel finale: Benussi pasticcia su un cross di Beckham, reclama un fallo di Seedorf che non c'è e Ambrosini segna a porta vuota un gol facile ma importante, perchè sblocca una partita diventata complicata da risolvere.

La ripresa comincia con Huntelaar al posto di Borriello che nel primo tempo ha preso una bella capocciata (fortuita) uscendo dal campo barcollante e poi rientrando ma, evidentemente, non al meglio. Nei primi minuti della ripresa il Milan prova a chiudere la partita per evitare beffe, ma nè il colpo di tacco di Beckham, nè il tiro dalla distanza di Huntelaar sorprendono Benussi. Invece del raddoppio rossonero arriva il pareggio livornese, con la difesa del Milan immobile ed imbambolata mentre Lucarelli sfrutta il tiro di Bellucci deviandolo in rete; dagli spalti sembra fuorigioco ma così non è e non si può recriminare su un eventuale errore della terna arbitrale ma solo sull'inefficienza della retroguardia rossonera, che senza Nesta soffre molto. A questo punto servirebbe una reazione rabbiosa del Milan, ma in questo momento i rossoneri non hanno la feroce determinazione che consente di superare le difficoltà e vincere le partite: lo si è visto nel derby, lo conferma questa partita e passa quasi un quarto d'ora prima di rivedere i rossoneri rendersi pericolosi: Benussi compie un miracolo su un colpo di testa di Ambrosini che fa già gridare al gol, Thiago Silva reclama un rigore per fallo di Lucarelli, in un curioso scambio di ruoli fra difensore e attaccante. Il Milan finalmente spinge sull'acceleratore, Ambrosini da sinistra imbecca Huntelaar, ma l'olandese devia alto da buona posizione, come aveva fatto Borriello in avvio del derby, tanto per intenderci e non gettare la croce addosso all'olandese per l'errore. Leonardo tenta il tutto per tutto e inserisce anche l'acclamato Inzaghi al posto di Flamini, ma non basta moltiplicare le punte per moltiplicare anche i gol, perchè sembra di rivedere la squadra del derby, che fa girare palla in modo elegante da destra a sinistra e viceversa, ma non riesce mai a rendersi davvero pericolosa e a tirare in modo efficace nello specchio della porta, con l'aggravante che questa non è la difesa dell'Inter, ma semplicemente quella del Livorno. Benussi deve bloccare facilmente solo qualche innocuo cross di Ronaldinho e Beckham e addirittura il Livorno prende coraggio e si avvicina in modo pericoloso alla porta di Abbiati; alla fine lo scoramento di molti tifosi rossoneri si esprime in sonori fischi, mentre la curva Sud tenta di consolare per la terza volta consecutiva i giocatori che escono a testa bassa dopo un risultato deludente.

Forma fisica generale in calo, giocatori poco brillanti, tecnico poco reattivo e fantasioso in panchina (qualcosa si poteva anche inventare nel finale per tentare di sbloccare la situazione...): la mini-crisi del Milan ha molte spiegazioni ma sta di fatto che sembrano così lontani i giorni in cui i rossoneri trionfavano a Torino o seppellivano di gol Genoa e Siena. La squadra ha giocato a sprazzi, ma non ha mai schiacciato davvero il Livorno e ai toscani è bastato difendersi con ordine e senza nemmeno fare barricate per conquistare un punto. Sembra che il derby abbia fatto crollare un po' di certezze e cancellato i sogni di gloria del Milan e in effetti, giocando in questo modo, è difficile sperare di andare lontano; forse bisogna solo prendere atto che questo è il vero valore di una squadra che per vari motivi non può giocare una stagione intera come ha fatto ad inizio 2010 e avrà sempre pause e cali di rendimento. Curiosamente il cammino del Milan nel girone di ritorno è identico a quello del girone di andata nelle prime tre giornate e si spera di non dover ancora aspettare la partita contro la Roma per risorgere e risolvere i problemi. Bisogna sbloccarsi al più presto, recuperare brillantezza fisica e convinzione, perchè se il primo posto è ormai lontano, è necessario difendere il secondo posto, visto che la classifica si sta accorciando e poi la sfida contro il Manchester è sempre più vicina e comincia a far paura. La settimana terribile è finita, vediamo di lasciarcela definitivamente alle spalle e ripartire al più presto.