L'Europa chiama, Milan rispondi!

L'Europa chiama, Milan rispondi!MilanNews.it
© foto di Alberto Fornasari
martedì 28 settembre 2010, 00:36Vista dalla Curva
di Davide Bin
I rossoneri affrontano l'Ajax nella seconda partita del girone e vogliono ottenere un risultato positivo per avvicinarsi il prima possibile alla qualificazione.

Allegri e i suoi ragazzi sono ad Amsterdam per la seconda partita del girone di Champions League; come ha detto il mister rossonero, la partita è importante e mi permetterei di esagerare dicendo che è addirittura fondamentale, perchè un risultato positivo, soprattutto una vittoria, sarebbe decisiva per la qualificazione e permetterebbe di affrontare con più serenità il doppio impegno contro il Real di Mourinho e di giocarsi il primo posto nel girone senza patemi d'animo; come noto, infatti, si qualificano le prime due squadre del girone, quindi la corsa non va fatta tanto sul Real (se non per il primo posto) quanto sulle altre due, ed è chiaro che dopo aver battuto l'Auxerre, un successo ad Amsterdam farebbe diventare tutto in discesa il cammino europeo del Milan. Il nome Ajax evoca grandi sfide del passato: una finale vinta negli anni '60, un quarto di finale nel 2003 risolto all'ultimo respiro (in pieno recupero) da un gol di Tomasson/Inzaghi che lanciò il Milan verso il doppio derby di semifinale contro l'Inter e la successiva finale di Manchester contro la Juve per la più incredibile e indimenticabile delle vittorie in Champions League; dolci ricordi, ma non bisogna cullarsi sugli allori ripensando al passato, nè illudersi che possa trattarsi di una partita facile, anche se ultimamente il calcio olandese a livello di club è un po' in declino e raramente le squadre che partecipano alle coppe europee riescono a fare un lungo cammino, contrariamente alla nazionale arancione che è arrivata seconda ai recenti Mondiali sudafricani. L'Ajax è comunque una squadra temibile, soprattutto in casa in quanto trascinata dal suo pubblico e l'impegno non va sottovalutato; in questo senso le recenti disavventure in campionato, con alcuni risultati deludenti contro le cosiddette "piccole" o "provinciali", sono state di lezione per i rossoneri, che hanno imparato a loro spese che non possono permettersi di sbagliare l'approccio alle partite o di giocare con sufficienza e presunzione. Purtroppo si gioca ogni tre giorni e, oltre ad una prevedibile stanchezza psico-fisica che comincia ad affiorare anche se siamo solo alla fine di settembre, non c'è il tempo per Allegri di allenare adeguatamente la squadra e provare schemi e soluzioni tattiche per inserire al meglio sia Ibrahimovic che Robinho i due nuovi arrivi di fine agosto. Proprio Ibra, al termine della partita contro il Genoa risolta da una sua magia, ha confessato di non sentirsi al 100% fisicamente e di non essere ancora perfettamente inserito nel gioco della squadra ed è ovvio e naturale che sia così, anche se con i calendari così fitti e intensi del calcio moderno, sarà un'impresa trovare il tempo per lavorare con tranquillità e serenità, visto che c'è solo il tempo per viaggiare, giocare, fare sedute defaticanti e poi cominciare a preparare una nuova sfida.

Il Milan è ancora un "cantiere aperto" e Allegri si appresta a varare l'ennesima formazione diversa, soprattutto in attacco: Ronaldinho sembra destinato alla panchina, così come Robinho e salgono le quotazioni di Inzaghi, uno che quando sente la frizzante aria della sfide europee si scatena, si esalta e dà il meglio di sè, soprattutto ora che sta inseguendo il prestigioso record di Gerd Muller; potrebbe trattarsi solo di "sana" pretattica, ma questo lo sapremo solo quando le squadre entreranno in campo. Ovviamente l'unico inamovibile è già Ibrahimovic e sembra di rivedere la stessa situazione di quando giocava nell'Inter: i suoi partner d'attacco variavano spesso, praticamente ad ogni partita e l'allenatore faticava a trovare la soluzione giusta per far rendere al meglio l'attacco e tutta la squadra, ma poi ci pensava lui a risolvere le partite e a far vincere singole sfide e interi campionati. Il Milan non ha giocato bene nè a Roma nè contro il Genoa, ma sono bastate due verticalizzazioni (Seedorf all'Olimpico e Pirlo a San Siro) per innescare Ibra, renderlo letale e permettere al Milan di segnare e sbloccare i risultati. Ora Ibra si ritrova di fronte al suo passato, visto che prima di trasferirsi in Italia ha vestito la maglia dell'Ajax e cerca il primo gol da ex contro la squadra olandese che l'ha lanciato nel grande calcio; dopo la doppietta all'Auxerre non sarebbe male ripetersi subito, per togliersi definitivamente l'etichetta di giocatore allergico alla Champions League; in fondo ora Ibra gioca nella squadra che in Europa ha quasi sempre dimostrato di avere una marcia in più e motivazioni più forti e fa parte di un gruppo che spesso si trasforma, diventa irresistibile e si esalta quando risuonano le note dell'inno della Champions e si giocano sfide importanti in stadi prestigiosi come l'Amsterdam Arena. Ancora una volta l'Europa chiama il Milan ad una prestazione da grande squadra e ad un risultato prestigioso e importante; ora sta ad Allegri e ai suoi ragazzi rispondere presente per ipotecare il passaggio del turno dopo due sole partite e far capire a tutta l'Europa che il Milan questa volta vuole essere grande protagonista fino in fondo e non solo semplice comparsa nella più importante ed affascinante competizione del calcio europeo.