LARGO AI GIOVANI

LARGO AI GIOVANIMilanNews.it
mercoledì 11 marzo 2009, 15:49Vista dalla Curva
di Davide Bin

In questi giorni si parla molto di futuro in casa rossonera: la stagione ancora in corso può e deve portare solo il terzo posto necessario per rientrare in Champions League, ma il progetto per la prossima annata è già pronto a grandi linee (almeno stando alle indiscrezioni) e il solo fatto di sentir parlare di un progetto è consolante, dopo qualche anno di campagne acquisti basate sull'acquisto del grande nome "in saldo" senza badare al ruolo...tanto poi ci pensava Ancelotti a trovargli un posto. Questa stagione, iniziata con una "campagna acquisti imponente" che aveva costruito un "Milan stellare" (ovviamente secondo la dirigenza che l'aveva realizzata) e che, invece, si concluderà mestamente con "zero titoli" (per dirla alla Mourinho), sembra aver definitivamente convinto chi di dovere che bisogna cambiare strategia, anche perchè si parla di diminuzione degli investimenti e di taglio del monte stipendi, quindi necessariamente bisogna cedere qualche giocatore poco utile ma dall'ingaggio faraonico (i vari Dida, Emerson e Shevchenko, tanto per fare qualche nome) e puntare su giovani di belle speranze che possano far tornare grande il Milan e mantenerlo ad alti livelli per molti anni, mentre con giocatori "stagionati", seppur famosi e di impatto mediatico, si pensa solo all'immediato e non si possono fare progetti a lunga scadenza. Sembra che ci siano già vari nomi per il Milan del futuro: Abate, Di Gennaro, Paloschi, magari Gourcuff, ma anche il promettente portiere del Cagliari Marchetti e chi più ne ha più ne metta; a nessuno sarà probabilmente sfuggito che si tratta di giocatori giovani e quasi tutti italiani e questa sarebbe una vera rivoluzione per una società che ultimamente ha puntato sempre sull'usato sicuro straniero e non sempre ha ottenuto i risultati sperati. Il progetto non è facile da realizzare e presuppone molta pazienza anche da parte di una tifoseria che sta bocciando l'attuale politica societaria, ma che potrebbe storcere il naso anche davanti ad una campagna acquisti che preveda solo comprimari e non grandi nomi; in fondo per vendere gli abbonamenti nella scorsa estate è bastato prendere Ronaldinho e presentarlo alla piazza adorante, anche se era chiaro che il Gaucho non avrebbe risolto da solo tutti i problemi che il popolo rossonero contestava alla dirigenza fino a poche ore prima. Per questo dico che servirà maturità e pazienza anche e soprattutto da parte dei tifosi, ma non è detto che puntare sui giovani voglia dire non poter vincere fin da subito; stiamo parlando, infatti, di ragazzi che stanno giocando benissimo nelle loro attuali squadre e che verrebbero affiancati da quelli che resteranno del Milan attuale, perchè è impensabile che venga fatta "tabula rasa" della rosa attualmente a disposizione di Ancelotti. Già, Ancelotti, questo è il primo rebus da risolvere: se il tecnico rimane sulle posizioni espresse la scorsa settimana ("Con un paio di innesti questo gruppo può far bene anche in futuro."), forse il primo da cambiare è davvero lui; se, invece, anche lui accetterà di rimettersi in discussione e gestire un gruppo senza troppi "senatori" e con molte facce nuove, allora potrebbe essere ancora lui la guida tecnica del Milan, ma non solo fino alla fine del 2010, come prevede il contratto, perchè se si parla di progetto a lunga scadenza, mi sembra giusto che anche l'allenatore ne debba far parte dall'inizio alla fine.

Ancelotti dovrebbe gestire un gruppo profondamente rinnovato e senza i suoi fedelissimi, perchè è fin troppo chiaro che, facendo un esempio, riportare a casa Gourcuff sarebbe inutile se restasse Seedorf, perchè è chiaro che uno come Ancelotti punterebbe sempre e comunque sull'olandese, come ha sempre fatto in questi anni, se lo avesse ancora a disposizione anche in futuro. Puntare sui giovani non vuol dire inserirli in una rosa piena di pluridecorati campioni in là con l'età (calcistica, s'intende...) che devono giocare per meriti acquisiti e anzianità di servizio, impedendo ai suddetti giovani di crescere e affermarsi: lo dimostra il fatto che in questi anni sono arrivati tanti ragazzi di belle speranze al Milan ma non si sono quasi mai visti in campo e chissà quanti di loro magari avrebbero meritato più considerazione; l'esempio più significativo è quello di Gourcuff nella scorsa stagione ma anche in quella attuale sono stati inseriti in rosa giovani come Cardacio, Viudez, Mattioni, Darmian e non li abbiamo mai visti giocare, quindi è praticamente impossibile giudicarli e sapere se sono da Milan. Ecco perchè la prima cosa da fare è ripartire da un tecnico che creda nei giovani e nel progetto sul quale il Milan sembra puntare, sia per scelta, sia per necessità (minori investimenti): può essere lo stesso Ancelotti se mostrerà di adeguarsi, mentre se farà capire che la sua volontà è quella di continuare a puntare su giocatori d'esperienza, come ha sempre fatto, meglio cambiare subito, magari tornando alle magiche intuizioni del passato con scelte azzardate e innovative come quelle fatte a suo tempo con Sacchi o Capello (e l'indiziato numero uno in questo caso sarebbe Leonardo). In secondo luogo sta ai tifosi far capire che un progetto del genere può piacere, cioè che un Paloschi può andar bene piuttosto che un Eto'o o un Drogba, campioni affermati e indiscussi ma già di una certa età; non sarà facile, ma gli esempi di Pato e Kakà oppure, andando qualche anno più indietro, degli stessi Ambrosini e Gattuso, arrivati da giovani promesse a Milanello e diventati campioni al Milan devono convincerci che questa è la strada giusta, soprattutto in un momento di crisi economica come questo. Largo ai giovani, quindi, per cercare di costruire un Milan nuovamente vincente ed aprire un altro ciclo lungo e ricco di soddisfazioni come questo che ormai si è chiuso.