LEONARDO NON CI STA
E' la piacevole novità (una delle poche purtroppo...) dell'estate rossonera, forse l'unica speranza per tentare di uscire da una situazione difficile: sto parlando della personalità e del carattere di Leonardo, il nuovo allenatore rossonero, che con garbo ma altrettanta decisione e coraggio si lamenta pubblicamente per l'immobilismo della società sul mercato e chiede a gran voce quei rinforzi assolutamente necessari per essere competitivi. Forse in Via Turati staranno già rimpiangendo Ancelotti e il suo "aziendalismo", chiaramente unico ed inimitabile se anche un ex dirigente arriva a lamentarsi più di lui per il comportamento della società nel calcio mercato. Berlusconi a Varese ha detto che vuole vedere un Milan diverso da quello del recente passato? Bene, risponde Leonardo, compri giocatori nuovi e io potrò finalmente fargli vedere il gioco che desidera, altrimenti con la rosa dell'anno scorso, per di più impoverita dalla cessione di Kakà, non mi resta altro da fare che riproporre il vecchio gioco del ciclo ancelottiano! Berlusconi dice che bisogna puntare sui giovani "under 23"? Benissimo, lo dimostri comprando giovani validi, perchè, ad esempio, anche Dzeko e Cissokho sono under 23 ma uno non è mai arrivato a Milano e l'altro era stato acquistato ma poi è stato rispedito al mittente per fantomatici problemi fisici (o perchè ci si era accorti che costava troppo?). Berlusconi dice che questa rosa non è inferiore a quella di nessun altra squadra, Inter compresa e può lottare per vincere tutto? Non sono assolutamente d'accordo, fa capire Leonardo, dicendo che se non arriveranno rinforzi bisognerà rivedere gli obiettivi stagionali e far scomparire la parola "vittoria" dal vocabolario stagionale, come del resto aveva già prudenzialmente fatto in tempi non sospetti Galliani, affermando che gli obiettivi sono arrivare fra le prime tre in campionato (non vincere lo scudetto come era pomposamente stato promesso un anno fa di questi tempi) e fare più strada possibile in Champions League (non vincerla come si diceva in passato). Insomma Leonardo ha voluto chiarire molte cose, forse perchè comincia ad avere l'impressione di essere stato mandato allo sbaraglio con il compito di gestire una situazione difficile senza lamentarsi, in quanto ex dirigente che non avrebbe dovuto criticare il lavoro (scadente) di chi fino a qualche settimana fa era suo collega; il nuovo allenatore punta i piedi, mostra gli artigli e dichiara apertamente il suo pensiero, cosa che Ancelotti non si è mai permesso di fare in otto anni, accettando fin troppo passivamente ogni torto, dichiarando apertamente fino all'ultimo di essere in piena sintonia con la società, anche quando gli veniva acquistato a sua insaputa Shevchenko mentre lui in conferenza stampa diceva che non c'era alcuna possibilità che l'ucraino tornasse a Milano.
Ancelotti masticava amaro e ingoiava qualunque boccone senza fiatare, anzi difendendo in pubblico l'operato della dirigenza, con il tacito accordo che anche il suo operato sarebbe stato difeso in pubblico anche in caso di risultati negativi, cosa che non è più avvenuta negli ultimi mesi, causando il divorzio con un anno di anticipo, perchè ad inizio stagione Ancelotti aveva avallato gli sgraditi acquisti di Ronaldinho e Shevchenko al posto della punta di peso da lui richiesta, aveva tentato in tutti i modi di costruire una squadra equilibrata partendo da una rosa sovrabbondante di seconde e mezze punte e senza un centravanti per poi sentirsi dire da Galliani (a fine febbraio) che la sua riconferma era legata all'eventuale raggiungimento del terzo posto e da Berlusconi (qualche settimana dopo) che il Milan aveva perso lo scudetto per colpa dell'allenatore che non aveva saputo gestire una rosa a suo dire fortissima (o forse perchè non aveva fatto giocare i suoi inguardabili "cocchi" Ronaldinho e Shevchenko?); insomma l'accordo era saltato per scelta unilaterale della dirigenza, quindi l'altra parte (Ancelotti) ha preso atto e tolto in disturbo (non a caso i primi contati con il Chelsea risalgono ai primi di marzo, dopo le dichiarazioni di Galliani), lasciando il posto a Leonardo che doveva in teoria essere più aziendalista di lui e, invece, si sta sorprendentemente dimostrando realista e poco collaborativo, facendo notare con garbo ma decisione tutto ciò che non va. Leo vuole almeno una prima punta ed un esterno, meglio ancora se arrivano anche altri rinforzi, perchè a suo dire la rosa è anche numericamente insufficiente e stenta in caso di incontri ravvicinati per mancanza di alternative valide per fare turn-over (cosa che avverrà non solo nelle amichevoli ma anche e soprattutto durante la stagione ufficiale); il nuovo tecnico ha messo le cose in chiaro pubblicamente anche per far capire che senza rinforzi l'eventuale andamento negativo della stagione non sarà imputabile a lui ma a chi non gli ha completato l'organico assecondando le sue richieste e per evitare di fare la stessa fine di Ancelotti, criticato e scaricato per colpe non sue proprio da chi aveva commesso tali colpe. Ma la cosa che più soddisfa il tifoso è che Leonardo sta in pratica chiedendo le stesse cose che il popolo rossonero invoca a gran voce da mesi, da anni, ovvero di rinforzare quantitativamente e qualitativamente una rosa che da più stagioni non è competitiva nel lungo periodo e che, non a caso, in tre campionati ha accumulato circa 60 punti di distacco dall'Inter che, oltre tutto, si è ulteriormente rinforzata sul mercato acquistando nuovi giocatori in ogni reparto. Ai tifosi che si lamentavano Galliani ha risposto che non erano "evoluti" e non avevano capito la nuova realtà rossonera, ora vediamo se avrà il coraggio di definire "non evoluto" anche il suo allenatore e amico Leonardo!
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan


