MEGLIO TARDI CHE MAI!

MEGLIO TARDI CHE MAI!MilanNews.it
venerdì 20 febbraio 2009, 15:57Vista dalla Curva
di Davide Bin

La notizia del giorno riguarda le dichiarazioni del presidente (o azionista di maggioranza) Berlusconi, che ha detto di aver constatato con raccapriccio che il Milan si è fatto raggiungere per l'ennesima volta negli ultimi minuti; a parte il fatto che non vedo nulla di trascendentale o apocalittico in una frase del genere, perchè qualunque tifoso rossonero non ne può più di punti o vittorie gettate al vento nei finali di partita, ma poi si tratta di considerazioni fatte da una persona che, per sua ammissione, nemmeno aveva visto la partita e, quindi, parlava solo in base al risultato e alle informazioni ricevute da altri. Se Berlusconi avesse visto la sfida di Brema e tutte le partite del Milan di questa stagione, avrebbe capito che non c'è nulla di cui stupirsi, visto che la squadra rossonera ha mostrato difetti già ampiamente noti a tutti e che sono costanti ormai da mesi: che la squadra abbia la tendenza a chiudersi troppo quando si trova in vantaggio è cosa ormai risaputa, che la difesa non abbia la tenuta necessaria per permettere tale atteggiamento pure e non è un mistero nemmeno che in assenza di Borriello manchi la punta forte fisicamente alla quale spedire palloni lunghi per far respirare la retroguardia nella speranza che la sfera venga tenuta lontano dalla zona pericolosa e protetta a dovere. Scendendo più nello specifico, sembra che Berlusconi si sia lamentato della scarsa concretezza e della mancanza di tenuta della propria squadra, oltre a sottolineare, giustamente, che con tanti elementi dai piedi buoni presenti in squadra, bisognerebbe nascondere la palla agli avversari e mantenere il possesso palla fino alla fine della partite, soprattutto quando il vantaggio è minimo. Ma il calcio, si sa, non è scienza esatta e ciò che può sembrare ovvio e scontato a tavolino, lo è molto meno sul campo; comunque fa piacere (questo il senso del titolo) che finalmente qualcuno ai vertici del Milan abbia capito che questa squadra ha dei difetti, ma resta il problema del perchè in estate tali difetti non siano stati intuiti cercando di mettervi riparo quando era possibile, visto che erano chiari ed evidenti: la difesa rossonera è impresentabile da un pezzo, la sofferenza sulle palle alte è cosa risaputa dalla stagione scorsa, se non addirittura da prima e una punta forte fisicamente era stata richiesta a gran voce da Ancelotti che, invece, si è ritrovato in rosa Ronaldinho e il "figliol prodigo" Shevchenko (vero presidente?).

Quando qualcuno diceva che Ronaldinho non poteva essere la soluzione a tutti i mali del Milan, non ne faceva una questione personale nei confronti di un campione che in fondo il suo contributo l'ha dato, ma voleva solo sottolineare che le esigenze del Milan erano altre e che se non si poteva investire molto sul mercato, bisognava pensare prima a risolvere i problemi della squadra per renderla davvero competitiva e poi a prendere il "superfluo" in reparti già a posto (i fatti hanno poi dimostrato che Ronaldinho fatica a coesistere con Kakà e per questo era superfluo); in pratica torna d'attualità il discorso della ciliegina sulla torta: Dinho è la ciliegina ma manca la torta, ovvero una squadra con una difesa forte, un centravanti degno di questo nome (Pato segna molto ma non è una prima punta nel vero senso della parola) e alternative numerose e valide in ogni reparto (i centrocampisti sono contati e per fortuna è arrivato Beckham a dare una mano...). In pratica saremmo noi tifosi a dover essere raccapricciati per come questa squadra è stata "rinforzata" (si fa per dire) da chi in estate ha parlato di campagna acquisti "imponente", di Milan "straordinario" e di Ancelotti "obbligato" a vincere lo scudetto, mentre poi sul campo la squadra ha mostrato tutti i suoi limiti strutturali, subendo tanti gol molto simili e faticando terribilmente, in questa come nella precedente stagione, a scardinare le difese chiuse e, quindi, gettando al vento molti punti contro le cosiddette "piccole" squadre (cosa che di fatto costerà lo scudetto ben più della sconfitta nel derby). Invece di prendersela con Ancelotti, che certamente ha le sue colpe ma non è l'unico responsabile, certi dirigenti, compreso chi ha voluto fortemente Ronaldinho e Shevchenko e ora si raccapriccia, facciano un onesto e umile "mea culpa", ci mettano la faccia e si prendano le loro responsabilità, ma, soprattutto, inizino fin d'ora a pensare come rinforzare e rinnovare una squadra che ha urgente bisogno di nuovi innesti se non si vuole rischiare di dover sempre vedere l'Inter solo con il binocolo e si vuole evitare di gettare banalmente via vittorie già acquisite e facendo infuriare non solo il tifoso n°1 (Berlusconi) ma tutto il popolo rossonero.