MILAN DEPRESSO E DEPRIMENTE

MILAN DEPRESSO E DEPRIMENTEMilanNews.it
© foto di Giacomo Morini
domenica 17 maggio 2009, 01:33Vista dalla Curva
di Davide Bin

Doveva essere la serata in cui timbrare ufficialmente il passaporto per la Champions League; doveva essere l'ultimo dispetto ai cugini per rinviare la festa scudetto di qualche ora; è diventata l'ennesima serata storta di una stagione che a due giornate dal termine del campionato deve ancora emettere l'ultimo verdetto riguardante l'obiettivo minimo per i rossoneri e ciò la dice lunga sul rendimento della squadra di Ancelotti. Il Milan perde a Udine e consegna lo scudetto all'Inter senza nemmeno che la squadra nerazzurra scenda in campo, ennesimo disastro di una stagione storta; si pensava che i rossoneri volessero chiudere positivamente la stagione, si sperava che volessero dare qualche altra soddisfazione ai loro tifosi, giunti numerosi anche a Udine per sostenerli e, invece, siamo qui a commentare un'altra prova inspiegabilmente opaca, visto che in teoria gli stimoli non mancavano. Il Milan si è lasciato travolgere dall'Udinese, evidentemente molto più motivata e lo dimostra il fatto che i rossoneri non hanno mai tirato in porta per novanta minuti, dal momento che il palo di Inzaghi è arrivato allo scadere e il gol di Ambrosini in pieno recupero. Difficile dire cosa sia successo ad una squadra che nelle ultime partite aveva ottenuto buoni risultati e giocato un bel calcio e che, improvvisamente, si è spenta ed è tornata balbettante ed inconcludente come in autunno e inverno; vorrei consolare tutti dicendo che probabilmente, nonostante le smentite di facciata, il gruppo rossonero aveva creduto nella grande rimonta fino al 90° di Milan-Juventus e quel pareggio che ha interrotto bruscamente il sogno ha depresso la squadra a tal punto da portarla a disputare a Udine una partita davvero deprimente per tutti i tifosi rossoneri che fiduciosamente hanno deciso di dedicare il sabato sera alla loro squadra del cuore e sono rimasti profondamente delusi, come già accaduto varie volte in questa stagione. Mi piacerebbe che questa fosse l'unica e vera spiegazione, perchè vorrebbe dire che questa squadra ci ha creduto fino all'ultimo, ma temo che le vere ragioni siano altre, ovvero che questo Milan ha saputo mettere insieme un discreto filotto di risultati contro squadre tranquille e non molto motivate (Atalanta, Siena, Catania, Palermo) oppure decisamente in crisi (Torino), ma appena il livello di difficoltà si è alzato (Juventus e Udinese) il rendimento è bruscamente calato e ciò dovrebbe preoccupare in vista delle ultime due partite contro Roma e Fiorentina, che potevano essere ininfluenti e, invece, saranno decisive per la qualificazione diretta ai gironi di Champions, per la quale mancano ancora tre punti, ovvero una vittoria, che doveva essere quella di Udine che non è arrivata, complicando questo finale di stagione.

Ancelotti schiera la formazione ipotizzata alla vigilia, con il rientro di Dida in porta, Senderos al posto dello squalificato Favalli, Zambrotta e destra e Jankulovski a sinistra, perchè Flamini deve traslocare a centrocampo al posto dell'altro squalificato Beckham; in attacco c'è Pato e non Inzaghi, perchè il tecnico vuole sfruttare la velocità del Papero per infilarsi negli spazi prevedibilmente lasciati dall'Udinese, formazione che gioca a viso aperto e deve cercare la vittoria per continuare a credere nella qualificazione all'Europa League (ex Coppa UEFA), visto che nel primo anticipo di questa giornata la Roma ha battuto in extremis il Catania. Il mister rossonero ha previsto bene l'atteggiamento degli avversari ma non quello della sua squadra, visto che il Milan è incredibilmente molle, lento, inconcludente e statico, lasciando troppo spazio all'Udinese, soffrendo il pressing e la velocità dei bianconeri e non riuscendo mai a costruire un'azione pericolosa degna di questo nome o a tirare in porta in modo efficace. La partita non offre spunti di cronaca per circa metà del primo tempo, poi si accende improvvisamente quando Quagliarella costringe Dida ad un doppio miracolo con due conclusioni da distanza ravvicinata, la prima di testa, la seconda di piede; ottimi i riflessi del portiere rossonero, meno quelli del guardalinee, che non vede il netto fuorigioco dell'attaccante bianconero. Il Milan continua a latitare, l'Udinese ne approfitta: splendido lancio di D'Agostino, Floro Flores ruba il tempo a Maldini che lo atterra, forse involontariamente perchè sta guardando la palla; rigore (e ammonizione per il capitano rossonero) che D'Agostino trasforma, confermando per chi non l'avesse ancora intuito, che sarà una serata difficile e complicata. In effetti l'Udinese controlla a suo piacimento la partita e l'avversario, il Milan non tira mai in porta e Ancelotti raggiunge gli spogliatoi pronto alla strigliata e a qualche cambio.

In avvio di ripresa, infatti, c'è Inzaghi al posto di Flamini, il Milan sposta il baricentro in avanti ma la sua produzione offensiva rimane drammaticamente vicina allo zero, anche se almeno si comincia ad entrare in area e, infatti, si può recriminare su una spinta di Inler ad Ambrosini che avrebbe meritato di essere punita con il rigore, se fosse stato adottato lo stesso metro inflessibile del primo tempo in occasione del penalty accordato all'Udinese. Nel frattempo ci siamo già spaventati per una punizione insidiosa di Pepe e, poco dopo l'episodio dubbio, arriva la mazzata, cioè il raddoppio dell'Udinese: calcio d'angolo di D'Agostino, la difesa rossonera si addormenta, lascia sfilare il pallone in area piccola e Zapata, appostato sul secondo palo segna da pochi passi, dopo un colpo di gomito di Felipe, altra irregolarità non ravvisata dalla terna arbitrale. Il sempre più infuriato Ancelotti lancia nella mischia anche Ronaldinho al posto di Seedorf e costruisce un Milan iperoffensivo che piacerebbe molto a Berlusconi ma che non riesce a costruire nulla di buono, anzi è l'Udinese ad arrivare vicina al terzo gol, quando Quagliarella viene lasciato solo in area addirittura su un calcio d'angolo, può concludere verso il primo palo, ma Dida si salva con un guizzo da vecchi tempi. La mossa della disperazione di Ancelotti è l'ingresso di Shevchenko al posto di Pato, colpevole di non rispettare le nuove consegne di rimanere largo a destra, ma in serate così scialbe nulla può rivitalizzare una squadra che ha completamente sbagliato l'approccio alla partita e lo dimsotra anche l'insolito errore di Inzaghi che, a tu per tu con Handanovic, spara addosso al portiere in uscita. Nel finale Ambrosini, uno dei pochissimi a salvarsi e uno degli ultimi ad arrendersi, pesca ancora Inzaghi in piena area ma SuperPippo colpisce il palo e in pieno recupero l'unico spunto degno di nota di Kakà permette allo stesso Ambrosini di realizzare di testa il gol che dimezza le distanze. E' troppo tardi per la clamorosa rimonta e, anzi, è l'Udinese a colpire il palo con Quagliarella prima del triplice fischio di Rizzoli.

Il Milan affonda a Udine ed è giusto così, perchè quando i giocatori di talento non danno il minimo contributo è impossibile giocare bene e ottenere risultati positivi: Kakà nullo, Pato in versione "tanto fumo, poco arrosto", Seedorf ciondolante e svogliato, Inzaghi-Ronaldinho-Shevchenko gettati nella mischia nella ripresa ma incapaci di dare una svolta in positivo alla squadra in difficoltà; il solo Pirlo ha tentato di illuminare il gioco con qualche lancio dei suoi, ma in generale la manovra era troppo lenta e scontata per poter essere pericolosa. Se aggiungiamo al quadro già di per sè negativo una difesa colabrodo che ha lasciato spazi enormi alle avanzate degli avversari e non è stata capace nemmeno di garantire marcature strette in occasione dei calci d'angolo, ecco servito il disastro perfetto e la conferma viene dalla constatazione che il migliore in campo è stato il portiere Dida in una serata in cui la squadra ha perso e lui ha subito due gol. Sicuramente capitan Maldini sognava ben altro risultato per la sua partita n°900 proprio sul campo dove aveva esordito in serie A 24 anni fa, come altrettanto sicuramente Ancelotti in futuro ci penserà bene prima di lasciare a cuor leggero Inzaghi in panchina: l'ultima volta prima di questa era stata il 1° marzo a Genova, il Milan perse 2-1, andando in svantaggio 2-0 e segnando solo nel finale...se il mister è scaramantico, SuperPippo ormai ha la maglia da titolare assicurata per le ultime due partite, perchè più in là con le previsioni non posso spingermi, non conoscendo ancora il destino di Ancelotti e il nome di chi siederà sulla panchina del Milan nella prossima stagione. A proposito di ciò, si potrebbe accampare come scusa per la sconfitta le polemiche nate dalla presunta frase di Berlusconi che ha criticato Ancelotti, togliendo serenità alla squadra e delegittimando l'allenatore, ma questo gruppo è troppo esperto e navigato per lasciarsi condizionare da cose del genere e quando una squadra gioca così male non ha scusanti o alibi, nemmeno quella dei presunti errori arbitrali che ci sono stati ma sui quali è meglio sorvolare se oltre alla partita non si vuole perdere anche la dignità, dopo una prestazione del genere. E' stata una serata totalmente negativa da dimenticare in fretta, anzi da ricordare bene, per non commettere altri errori nelle ultime due partite, perchè ora torna un po' di paura di precipitare al quarto posto, quando ormai il secondo sembrava certo e addirittura si sognava il primo, ma con un Milan così depresso e deprimente sognare non è consentito e, infatti, si è materializzato l'incubo di regalare lo scudetto ai cugini senza nemmeno farli giocare, ultima beffa di una stagione nata male e finita peggio!