Milan in Champions, ma che tristezza!

Milan in Champions, ma che tristezza!MilanNews.it
© foto di Filippo Gabutti
lunedì 10 maggio 2010, 01:13Vista dalla Curva
di Davide Bin
I rossoneri perdono malamente a Marassi contro il Genoa, ma il contemporaneo pareggio fra Palermo e Sampdoria regala loro la certezza del terzo posto e la qualificazione diretta alla prossima Champions League.

Il traguardo del terzo posto è ufficialmente tagliato, ma nel modo più inglorioso possibile: i rossoneri perdono a Marassi contro il Genoa e devono ringraziare il Palermo, che raggiunge sul pareggio la Sampdoria e sistema le cose per la squadra di Leonardo, che altrimenti avrebbe dovuto giocarsi tutto all'ultima giornata contro la Juventus; la soddisfazione per la qualificazione diretta alla prossima Champions League è davvero l'unica cosa positiva di un'altra giornta da dimenticare e di una partita in cui il Milan ha giocato al piccolo trotto, a ritmi bassi e non è riuscito a battere una squadra che non aveva più obiettivi di classifica e nemmeno grandi motivazioni, visto che giocando a porte chiuse non poteva nemmeno regalare una gioia e una vittoria di prestigio al suo pubblico assente dagli spalti. Già, le porte chiuse hanno aggiunto tristezza a tristezza, perchè la partita si è giocata in un clima surreale e sicuramente difficile per entrambe le squadre, ma incredibilmente il Milan, che comunque avrebbe giocato in un clima ostile se ci fosse stato il pubblico, sembra averne risentito di più del Genoa, giocando molle e rilassato quasi si trattasse di un'amichevole infrasettimanale a Milanello e non di una partita che poteva essere decisiva per il raggiungimento dell'ultimo traguardo possibile. Non è bastato nemmeno il rientro a sorpresa di Pato a dare vivacità ad una squadra che sembra non avere più fiato e gambe e non poteva essere altrimenti, visto che il Papero era assente da 40 giorni e non poteva essere brillante e guizzante come ai bei tempi.

Leonardo mischia un po' le carte rispetto alle previsioni della vigilia: come già detto, rilancia Pato dal primo minuto, ma in più esclude Seedorf a favore di Gattuso per dare un po' più di sostanza ad un centrocampo orfano di Ambrosini e preferisce Abate a Zambrotta sulla corsia di destra; il tecnico rossonero non vuole parlare di futuro, si concentra solo sul presente e vuole chiudere in bellezza il campionato, sperando che la squadra sia d'accordo e abbia le sue stesse intenzioni; c'è ancora un obiettivo da raggiungere, quindi ci vuole concentrazione e massima attenzione in una giornata particolare: spalti vuoti, atmosfera strana per una partita di calcio e che potrebbe condizionare e distrarre le squadre, ma in teoria i più penalizzati sono quelli del Genoa, che giocano in casa e avrebbero avuto il sostegno del proprio pubblico.



In effetti il primo tempo si gioca a ritmi bassi e con poche emozioni: il Milan prova a fare la partita per motivi di classifica e potrebbe sbloccare in fretta il risultato, ma sulla punizione tagliata di Ronaldinho, Pato è leggermente al di là dei difensori avversari e la sua spizzata vincente di testa risulta vana, visto che il guardalinee alza la bandierina e convince l'arbitro ad annullare la rete. Peccato perchè il gol sarebbe stato importante per il giovane fenomeno rossonero, un'iniezione di fiducia dopo un periodo difficile e tribolato, non solo dal punto di vista calcistico. L'unica altra emozione della prima frazione di gioco è un tiro di Borriello servito da Pirlo e ciò la dice lunga sulla qualità del gioco offerto dalle due squadre, che stanno giocando la tipica partita di fine stagione.

Nella ripresa il Milan sembra un po' più pimpante, soprattutto perchè l'impalpabile Ronaldinho del primo tempo si risveglia un po' dal torpore e offre qualche sprazzo della sua classe: pallonetto delizioso per Borriello che tira su Amelia e, poi, cross sempre per il centravanti che tenta la spettacolare rovesciata al volo ma non sorprende il portiere. Proprio quando il Milan sembra lievitare e creare i presupposti per la vittoria, ecco che arriva, invece, il gol del Genoa: la solita palla inattiva che manda in confusione la difesa rossonera, visto che sul calcio d'angolo spiovente in area, la retroguardia è immobile e Borriello si perde Sculli che conclude in rete di testa indisturbato. Il Milan non reagisce e sembra sparire dal campo; il Genoa ne approfitta e sfiora il raddoppio con un'azione personale di Avquafresca conclusa con un violento tiro sul palo. Leonardo prova a rianimare la squadra con i cambi: prima inserisce Seedorf al posto di Gattuso, poi toglie lo stanco e poco incisivo Pato per far posto a Huntelaar, che si presenta sbagliando un gol clamoroso con un colpo di testa alto da distanza ravvicinata, un errore insolito per un cannoniere d'area come lui. Il Genoa mette ancora in crisi la difesa rossonera con una percussione di Sculli, ma Dida salva il Milan dal tracollo; Leonardo si gioca l'ultimo cambio, inserendo Zambrotta al posto dello zoppicante Antonini. Piove sul bagnato e non solo per il diluvio che si abbatte su Genova: Flamini viene ammonito per la seconda volta (due entrate scomposte sugli avversari) e lascia la squadra in inferiorità numerica e, intanto, la Sampdoria sta vincendo a Palermo avvicinandosi clamorosamente ad un solo punto dai rossoneri e mettendo seriamente a rischio il terzo posto del Milan. Fortunatamente arriva la notizia del pareggio di Miccoli, che sistema le cose in modo perfetto, visto che restando così le cose il Milan sarebbe matematicamente terzo, ma sarebbe comunque meglio evitare una sconfitta poco onorevole. L'ultimo guizzo di Ronaldinho è un altro assist per Borriello che, però, spreca tutto con un tiro alto e si dispera, così come si dispera Leonardo e tutto il popolo rossonero, per l'ennesima sconfitta di una stagione che si sta chiudendo in modo negativo dopo una fase centrale molto positiva.

Il Milan è terzo è ciò dovrebbe bastare ad accontentare i tifosi, ma non è così, perchè ancora una volta abbiamo visto una squadra molle, con poche energie, poche idee, poca voglia di lottare contro una squadra che in teoria doveva essere ancor più demotivata e, invece, ha fatto un figurone, centrando una vittoria di prestigio senza nemmeno fare troppa fatica. Una giornata davvero triste, forse per la pioggia, forse per la surreale atmosfera delle porte chiuse, forse per una partita con pochi stimoli, sicuramente per l'ennesima prestazione scialba di una squadra che ha raggiunto il traguardo del terzo posto...frenando! Ringraziamo Miccoli e il Palermo che ci hanno evitato un'altra settimana di patimenti e di ansia; ora Milan-Juventus sarà poco più di un'amichevole fra due squadre che non hanno altro da chiedere a questo campionato e si spera che gli uomini di Leonardo abbiano almeno voglia di regalarci un'ultima soddisfazione prima del "rompete le righe". All'inizio della stagione si era chiesto a questa squadra (parole di Galliani) di arrivare almeno fra le prime tre e di fare più strada possibile in Champions League e a questo punto è ufficiale che Leonardo ha esaudito la richiesta: terzo posto e avventura in Champions finita contro un avversario obiettivamente inarrivabile per questo Milan (il Manchester United); il problema è che anche per la prossima stagione le prospettive sono simili e fa davvero tristezza vedere questo povero Diavolo che stenta, soffre e fatica contro chiunque, raccogliendo risultati non da Milan soprattutto in quest'ultima parte di una stagione che, per fortuna, sta per finire. Nel frattempo, a Londra, un certo Carlo Ancelotti conquista lo scudetto con il Chelsea, vincendo l'ultima partita 8-0 e segnando più di 100 gol in campionato; non male per un allenatore che a detta di qualcuno aveva fatto perdere al Milan lo scudetto nella scorsa stagione; forse quel qualcuno, paragonando la squadra vista a Genova con quella attuale di Ancelotti dovrebbe riflettere e ammettere che il Milan non vince più, non per colpa degli allenatori di turno (ieri Ancelotti, oggi Leonardo), ma perchè è una squadra logora, poco competitiva e senza futuro e ciò rende ancor più amara e triste la domenica, nonostante la certezza del terzo posto, perchè i tifosi rossoneri sono stufi di anonimi terzi posti e non vogliono andare in Champions a fare le comparse senza alcuna speranza di vittoria.