Milan rialzati!
Parlare di vigilia di una gara del Milan mentre la giornata di campionato è in pieno svolgimento suona un po' strano, ma fra le stranezze del calcio moderno dobbiamo abituarci anche alle partite di lunedì; in realtà non è la prima volta in assoluto che i rossoneri giocano una partita di campionato in questo giorno "anomalo"; era già successo nel 2003 e nel 2007, anni in cui il Milan frequentava il "salotto buono" del calcio europeo a Montecarlo, disputando la Supercoppa europea da detentore della Champions all'ultimo venerdì di agosto ed essendo di conseguenza costretto a rinviare l'esordio in campionato al lunedì; questa volta tale onore è toccato all'Inter ad inizio stagione ma questo Napoli-Milan che sta per andare in scena è il primo vero "monday night" per scelta della Lega di serie A e non per necessità, quindi a suo modo è una svolta epocale che ci avvicina ad altri campionati europei ma ci allontana ulteriormente da quel calcio "di una volta" quando si giocava tutti alla domenica pomeriggio e in quest'ottica lo striscione esposto in Curva Sud in occasione di Milan-Chievo ("Rivogliamo la domenica pomeriggio!") suona un po' anacronistico perchè la richiesta è di difficile attuazione, anche se a molti tifosi "da stadio" piacerebbe parecchio tornare al passato; in effetti una partita in televisione si può vedere in qualunque serata, mentre per chi ancora frequenta gli stadi, le partite di sera e in settimana sono molto scomode, soprattutto per chi viene da lontano e torna a casa in piena notte, ma evidentemente alle società di calcio, che ricevono la maggior parte degli introiti dalle televisioni, ciò interessa davvero poco, anzi ogni tifoso che per l'esasperazione rinuncia a frequentare lo stadio è uno spettatore televisivo in più che non può che far piacere a chi dirige attualmente il mondo del calcio.
Passando a discorsi più tecnici, la trasferta di Napoli è molto delicata per il Milan, reduce dalla batosta di Madrid; i rossoneri sono tornati dalla Spagna con molte certezze in meno e tanti dubbi in più e Allegri ha forse definitivamente capito che il lavoro di questi primi tre mesi non è servito a costruire una squadra competitiva ai massimi livelli semplicemente perchè la formazione schierata al Bernabeu non può reggere il confronto con le squadre più forti del panorama europeo, soprattutto se si tratta di squadre giovani che corrono molto e, quindi, mettono in crisi i "senatori" rossoneri, abituati ad un ritmo più compassato e tranquillo. A Madrid il Milan ha rischiato il tracollo e Galliani non è stato l'unico a temere la goleada; fortunatamente dopo i primi quindici minuti da incubo c'è stata una minima reazione e, soprattutto, il Real ha graziato i rossoneri, sbagliando molto sotto porta, ma è indubbio che la lezione a livello tecnico, tattico e fisico è stata severa e meritata. Ora bisogna cercare di reagire e ripartire, evitando l'effetto devastante che nella scorsa stagione hanno avuto le due nette sconfitte contro Mourinho nei derby, in tutto e per tutto simili a quella subita martedì: sia dopo il derby di agosto che dopo quello di gennaio il Milan faticò a riprendersi e lo shock durò per molte partite in cui i rossoneri persero quei punti di fatto decisivi per il distacco finale dalla vetta. Ora sembra di rivivere quei giorni e speriamo che Allegri sia più abile di Leonardo nel trovare la chiave giusta per far reagire i suoi giocatori, perchè è facilmente immaginabile che una squadra che stava vivendo un momento magico e pensava di essere sulla strada giusta ora sia disorientata e in crisi d'identità, visto che era andata a Madrid per giocare alla pari e vincere e, invece, è stata dominata e surclassata. Il tecnico rossonero ha preannunciato novità di formazione, perchè non si può proseguire sulla strada intrapresa fino a Madrid, soprattutto contro squadre di un certo valore; come già detto dopo la partita di Madrid, un conto è affrontare il Chievo con Seedorf e Pirlo dietro a Ronaldinho, Ibrahimovic e Pato con il solo Gattuso a correre e coprire una difesa troppo esposta a rischi, un altro è affrontare il Real Madrid guidato da un volpone come Mourinho che sa come punire chi osa troppo e corre poco; servono contromisure, serve uno schieramento più prudente, perchè non ci si può permettere di avere tre giocatori che non rientrano dietro la linea della palla in fase difensiva più altri che non hanno nella corsa e nella combattività le loro doti migliori; Allegri ha a disposizione gente come Boateng e Flamini e presto dovrebbe tornare a disposizione anche Ambrosini e non è detto che diminuire il numero di punte e fantasisti voglia necessariamente dire attaccare meno ed essere meno pericolosi.
L'assenza di Ronaldinho (nemmeno convocato per problemi fisici) semplifica le scelte di Allegri, anche se la sensazione è che il brasiliano non avrebbe giocato nemmeno se fosse stato in condizione, perchè al Bernabeu è stato uno dei più deludenti e ha di fatto fallito il primo vero esame da trequartista in posizione centrale. Ci sarà spazio per Robinho, che garantisce la stessa fantasia e, si spera, più corsa e dinamismo, così come ci sarà una maglia da titolare per Boateng, con l'esclusione dell'altra "fantasma del Bernabeu" ovvero Seedorf; basterà per rivitalizzare il Milan? Si spera di sì, anche se ovviamente dovranno essere anche gli altri giocatori ad avere un approccio diverso alla partita, non lasciando l'iniziativa ad un Napoli che non è certo il Real Madrid ma è comunque un avversario insidioso e che cerchera una vittoria di prestigio davanti al suo pubblico. Inoltre Allegri ha qualche problema di formazione in difesa, perchè Thiago Silva non ha recuperato e nella lista dei non convocati compaiono anche Zambrotta e Abate; necessariamente, quindi, Bonera dovrà spostarsi a destra e al centro giocherà uno fra Sokratis (favorito) o Yepes, sperando che la prestazione del greco sia diversa da quella disastrosa di Cesena (e da quel giorno non l'avevamo più visto). Allegri giura che c'è la cattiveria giusta per reagire e superare il momento difficile e conferma che la squadra verrà schierata con il trequartista, che dovrebbe essere Robinho (o Seedorf); insomma il mister non vuole buttare via tre mesi di lavoro e prove di un certo schema per una sola partita andata male e vuole ulteriori conferme in questo periodo molto difficile. Napoli-Milan è una sfida che evoca lotte scudetto alla fine degli anni '80, all'inizio dell'epopea berlusconiana e, anche se ora non c'è in palio nulla di importante e decisivo, è la sfida giusta per capire dove può arrivare questo Milan, perchè c'è l'esigenza di rialzarsi subito dopo la sconfitta di Madrid e di ripartire spediti almeno nella classifica del campionato per tenere il passo delle prime e non allontanarsi troppo dalla vetta e dalla sorprendente Lazio. Ragazzi tocca a voi...non deludeteci ancora!
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