NUOVO MILAN...VECCHI PILASTRI
Ormai orfano di Kakà e Maldini e nella vana attesa di quel gran colpo di mercato che non ci sarà mai, il nuovo Milan di Leonardo prova ad affidarsi ai giovani ma anche e soprattutto al passato: nei tifosi c'è tanta voglia di rinnovamento, ma in questi giorni a Milanello abbiamo rivisto e riascoltato in conferenza stampa "vecchi amici" che dopo l'addio di Maldini rappresentano l'anima storica della squadra, hanno il delicato compito di tramandare ai nuovi arrivati e, soprattutto, ai giovani cosa voglia dire essere "uomo Milan" e sono ancora più responsabilizzati proprio dall'assenza dello storico capitano che era l'esempio nello spogliatoio: sto parlando, naturalmente, di Ambrosini (nuovo capitano), Gattuso e Inzaghi, i "grandi vecchi" dello spogliatoio rossonero che, non a caso, hanno avuto il compito di "metterci la faccia" in questi primi giorni di ritiro e provare, magari, a tirare su un po' il morale alla tifoseria, perchè loro sono gli idoli del popolo rossonero. Intanto bisogna subito sottolineare il solito encomiabile impegno di Gattuso, che ha rinunciato ad un surplus di vacanza (al quale aveva diritto avendo partecipato alla Confederations Cup) e si è presentato in ritiro fin dal primo giorno, anzi addirittura in anticipo rispetto al raduno; ormai lo conosciamo bene e si può quindi dire con certezza che abbia pensato che di vacanza ne aveva già fatta fin troppa la scorsa stagione (restando fuori per cinque-sei mesi), quindi ora ha voglia di spaccare il mondo e tornare a "ringhiare" come solo lui sa fare, ma sostenuto da una buona condizione fisica, quella che in Nazionale non aveva (e si è visto) e per fare ciò è assolutamente necessario partecipare all'intera preparazione, senza ritardi. Ambrosini è il nuovo capitano, onorato di ereditare la fascia di Maldini e, prima ancora, di Baresi e anche lui sarà un pilastro di questo nuovo Milan che sta nascendo, in campo e fuori, perchè proprio il fatto che indossi la fascia di capitano dimostra che ormai è il più longevo al Milan in quanto a stagioni vissute in maglia rossonera. Inzaghi è il solito straordinario professionista e campione: nonostante l'età e i tanti record già raggiunti in carriera, è uno dei più motivati in allenamento e anche lui è un fantastico esempio per i giovani colleghi di ruolo, talmente in soggezione davanti ad un "mito" del calcio italiano da dargli del lei (come accaduto a Beretta); ovviamente ha già nel mirino nuovi record da centrare e ciò lo aiuterà ad avere motivazioni fortissime e a cercare di rendere la vita dura all'eventuale nuovo centravanti che arriverà, tentando di ritagliarsi sempre più spesso un posto fra i titolari, soprattutto in Champions League.
Insomma il Milan vuole rinnovarsi ma non dimentica il suo recente passato e vuole che ci sia continuità tra il ciclo ancelottiano che si è chiuso il 31 maggio e la nuova era di Leonardo che, non a caso, ha in mente tante idee e tanti schemi ma sa benissimo che in caso di necessità potrà sempre rispolverare il solito "albero di Natale" che ha contribuito a tanti successi. E non dimentichiamoci dei vari Seedorf, Nesta, Pirlo e Kaladze: l'olandese dovrà lottare per guadagnarsi il posto in squadra e per ricucire il rapporto con parte della tifoseria (in questo senso il fatto che non ci sia più Ancelotti può essere un vantaggio, perchè non si potrà più dire che gioca solo perchè è il "cocco" del tecnico), il difensore italiano sembra miracolosamente guarito e potrebbe essere il vero rinforzo della difesa (anche se è lui il primo a smorzare gli entusiasmi); il regista è ancora fra "coloro che son sospesi" (la sensazione è che se arriverà una buona offerta potrebbe partire...), ma nel caso in cui restasse al Milan, anche lui sarà un punto fermo della squadra, magari con una posizione in campo leggermente diversa rispetto al recente passato; il centrale georgiano sembra sparito nel nulla, ma se anche lui recupererà la forma migliore, il suo contributo potrebbe essere importante, anche perchè ormai è uno di quelli che ha più anzianità di servizio nella rosa rossonera. Il Milan vuole aprire una nuova era, ma per molti motivi non è riuscito a liberarsi completamente del passato: molti avrebbero preferito un rinnovamento più radicale (salvo poi lamentarsi dell'eventuale cessione di Pirlo e Seedorf..anche i tifosi non sono mai contenti!) ma non è detto che affidarsi ancora al passato sia un male, soprattutto se il nuovo tecnico saprà dare i giusti stimoli ai giocatori più "anziani" e teoricamente più sazi e meno "affamati" e risvegliare il loro immenso orgoglio, quello che ha consentito alla squadra di Ancelotti di vincere tutto quello che si poteva vincere. Il Milan guarda al futuro ma con un occhio attento al suo glorioso passato; l'importante è non diventare strabici e, battute a parte, magari riusciremo a divertirci più di quanto il nostro "pessimismo cosmico" in questo momento ci consenta di sperare.
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