OCCASIONE SPRECATA, ENNESIMO RIMPIANTO

OCCASIONE SPRECATA, ENNESIMO RIMPIANTOMilanNews.it
© foto di Federico De Luca
lunedì 11 maggio 2009, 01:23Vista dalla Curva
di Davide Bin

Poteva essere l'occasione per impreziosire con una vittoria prestigiosa un finale di stagione positivo; poteva essere l'estremo tentativo di mettere pressione all'Inter in chiave scudetto e, invece, il pareggio contro la Juventus resterà l'ennesimo rimpianto di un campionato in cui il Milan ha gettato via banalmente tanti punti. Ci aspettavamo una grande prestazione di una squadra in forma contro una Juventus dimessa e reduce da un periodo negativo, ma i rossoneri non hanno brillato, hanno faticato a costruire gioco, hanno sofferto il pressing bianconero e non hanno trovato spazi anche per colpa degli avversari, che per larghi tratti della partita si sono chiusi a riccio come una provinciale qualsiasi; questo atteggiamento li ha premiati con un risultato positivo, che serve poco anche alla Juventus, ma ancora meno al Milan, che con una vittoria, abbinata al pareggio pomeridiano dell'Inter a Verona contro il Chievo, avrebbe potuto rosicchiare altri due punti ai cugini e continuare a sperare nell'impossibile. Ranieri aveva capito che giocarsela a viso troppo aperto contro questo Milan avrebbe potuto rivelarsi un atteggiamento eccessivamante autolesionistico e, allora, ha scelto la via della prudenza, non disdegnando qualche pericolosa sortita in avanti e, in effetti, il Milan è andato in difficoltà, come del resto avvenuto costantemente in questa stagione anche contro avversari più modesti rispetto a questa Juve, che ha venduto cara la pelle e ha bloccato un Milan che si aspettava ben altro esito dalla sfida. Primo tempo molto tattico, equilibrato e non certo spettacolare, ripresa un po' più scoppiettante, non fosse altro che per i due gol, ma anche per altre occasioni che l'hanno reso un po' più divertente e coinvolgente; non è stata una partita che passerà alla storia, ma è stata giocata con grande intensità e grinta da entrambe le squadre.

Il mal di schiena blocca Dida e, così, si rivede in campo Kalac, che non giocava titolare in campionato da un anno; per il resto, una volta certo di aver recuperato tutti i giocatori in dubbio (Beckham e Kakà), Ancelotti schiera la stessa formazione di Catania, con l'eccezione del rientro di Flamini dalla squalifica e il conseguente ritorno di Zambrotta a sinistra. C'è finalmente il pubblico delle grandi occasioni in un San Siro tutto esaurito per una grande classica del calcio italianio, dopo tante partite giocate in uno stadio con molti vuoti; la Curva Sud incita a gran voce tutti i giocatori fin dal momento del riscaldamento e ha organizzato anche una "mini-coreografia" che non coinvolge tutto il secondo anello blu, ma solo la parte centrale e in cui viene riprodotta la bandiera di Milano con plastiche rosse e bianche. Ovviamente c'è un'accoglienza particolare per Gattuso, che torna a disposizione esattamente un girone dopo ma va in panchina, visto che non è sicuramente in grado di giocare novanta minuti dopo un'assenza lunga, anche se meno del previsto.

L'avvio di partita dimostra che il Milan cerca di fare gioco, ma è la Juve ad essere più efficace: una girata imprecisa di Camoranesi è il primo campanello d'allarme, poi tocca a Flamini immolarsi un paio di volte, con prodigiosi interventi su Marchionni prima e su Iaquinta poi, salvando dalla repentina capitolazione un Milan lento e impreciso che continua testardamente a schiantarsi contro la difesa bianconera, per la mancanza di pazienza e di volontà di allargare il gioco invece di accentrarlo costantemente. L'occasione buona capita anche al Milan dopo circa metà tempo, ma Inzaghi spara altissimo dopo aver fatto a sportellate con Chiellini. Kalac si allunga per parare il tiro di Iaquinta, il Milan risponde con un tiro debole di Kakà, poi la difesa rossonera si apre pericolosamente su un'incursione di Poulsen ma il danese non ha piedi fatati e lo dimostra con un tiro innocuo che si spegne a lato. Il tempo si chiude con un tiro al volo di Inzaghi su imbeccata di Pirlo e con la sensazione che la Juve stia andando meglio del previsto, mentre i rossoneri stentano parecchio e non sono certo la squadra concreta e spettacolare ammirata in tante esibizioni di questi ultimi due mesi.

Non cambia molto il copione nella ripresa, che si apre con un tiro di Iaquinta al quale risponde Inzaghi che mette fuori di testa; intanto Flamini è costretto agli straordinari e deve compiere il terzo salvataggio miracoloso della serata piombando su Amauri che si apprestava a mettere dentro da pochi passi una goffa respinta di Kalac sul tiro da lontano di Iaquinta. Il portiere australiano si riscatta con una tempestiva uscita di piede a sbrogliare una situazione delicata al limite dell'area, poi Seedorf vola via in contropiede ma vanifica un ottimo spunto personale con un tiro alto. La partita non è spettacolare ma improvvisamente esplode con i due gol: Inzaghi vola via in contropiede, si defila sulla sinistra, vede e serve Ambrosini che sbuccia il tiro di prima trasformandolo in un involontario assist per Seedorf che da due passi mette dentro; San Siro esplode e diventa una bolgia, con il popolo rossonero che sprizza felicità da tutti i pori al pensiero che si possa finalmente fare lo sgambetto alla Vecchia Signora, mai battuta nell'era "post-Calciopoli"; canti, saltelli e sfottò, però, durano solo tre minuti, perchè l'incornata in tuffo di Iaquinta, che anticipa Flamini e sfrutta al meglio il cross di Camoranesi, interrompe il delirio collettivo. La Curva incita i ragazzi anche subito dopo il gol al passivo, ma ora la Juve può tornare a chiudersi a protezione di un pareggio che serve a poco ma consente di rifiatare dopo un periodo difficile. Ancelotti prova a cambiare volto allo scialbo Milan di questa sera: entra Pato al posto dell'acciaccato e già ammonito Beckham e il Papero si presenta con uno spunto dei suoi e conseguente assist di Inzaghi che spreca tutto con una girata al volo imprecisa; è l'ultimo guizzo di SuperPippo, che subito dopo lascia il posto a Ronaldinho, anche se non la prende molto bene, perchè sicuramante aveva una gran voglia di cercare fino all'ultimo di realizzare il classico gol dell'ex. Le squadre sono stanche, fatalmente si allungano e c'è qualche spazio in più per cercare la via della rete, ma manca un po' di lucidità. La partita vive un momento decisivo quando Orsato non giudica falloso un rude intervento in area di Legrottaglie su Pato e subito dopo ammonisce per la seconda volta Favalli con conseguente espulsione. Ancelotti core ai ripari sostituendo Seedorf (ancora una volta fischiato da parte dello stadio ma applaudito e acclamato dalla Sud) con Senderos e il Milan prova coraggiosamente a cercare la vittoria anche in inferiorità numerica, ma l'unica potenziale occasione da gol nasce da una punizione tesa di Pirlo che nessuno riesce a deviare in rete da pochi passi. Finisce così 1-1, la delusione è tanta e viene manifestata con sonori fischi che accompagnano la squadra negli spogliatoi.

Un buon secondo tempo non basta a compensare un primo tempo scialbo e una prestazione complessiva con poca lucidità, visto che la squadra si è intestardita ad accentrare il gioco, sfruttando poco le fasce. Con Kakà in ombra, Seedorf con i soliti sprazzi di vivacità alternati a lunghi momenti in cui ciondola in campo dando l'impressione di essere svogliato e un Inzaghi ancora molto impreciso ma anche poco servito, era francamente difficile pretendere di più, anche se certi cambi di Ancelotti sono sembrati un po' troppo tardivi e si poteva cercare fin dall'inizio della ripresa di cambiare qualcosa. Dispiace perchè il Milan visto in altre occasioni avrebbe sicuramente potuto battere questa Juve, ma bisogna anche tener presente la differente caratura, rispetto a quelli incontrati recentemente, di un avversario che ha sfoderato la prestazione d'orgoglio dopo un periodo difficile ed è riuscito a chiudere ogni varco ad una squadra che ancora una volta ha dimostrato di andare in difficoltà quando trova spazi intasati da difese attente e arcigne. Forse, se si fosse riusciti a mantenere un po' più a lungo il vantaggio, ora starei commentando un risultato di altro tipo, ma con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Purtroppo tabelle e calcoli possono essere gettati via o riposti in un cassetto e tornano d'attualità rimpianti e rimorsi per un Milan che ha sprecato un'altra buona occasione contro un avversario storico, non riuscendo a sfoderare la grande prestazione proprio in una delle serate più importanti di questo campionato, perchè la sfida contro la Juve non è mai una partita come le altre, la vittoria avrebbe avuto un sapore ed un significato speciale, al di là degli effetti in classifica e, invece, siamo rimasti con un po' di amaro in bocca, non solo per il risultato, ma anche per la prestazione della squadra che sicuramente poteva a doveva fare di più.