POKERISSIMO MILAN NEL GIORNO DI INZAGHI

POKERISSIMO MILAN NEL GIORNO DI INZAGHIMilanNews.it
lunedì 16 marzo 2009, 00:57Vista dalla Curva
di Davide Bin

Il Milan vince 5-1 a Siena e aumenta a sei punti il vantaggio sulla quarta in classifica (non più la Fiorentina ma il Genoa); Inzaghi segna una doppietta e raggiunge la prestigiosa cifra di 300 gol da professionista; Pato segna un altro eurogol e poi fa doppietta come il suo più esperto partner d'attacco; insomma sembrerebbe davvero la giornata perfetta in cui tutto è fantastico e indimenticabile, ma evidentemente è destino che in questa stagione non si possa mai stare tranquilli e sereni e, allora, arrivano sia il grave infortunio ad Abbiati (distorsione al ginocchio con interessamento del legamento crociato anteriore, stop di sei mesi circa) che un altro acciacco per Kakà a rovinare l'umore dell'ambiente rossonero. La prestazione del Milan non è stata spettacolare o trascendentale come il punteggio farebbe sospettare, anzi nel primo tempo la partita è stata una specie di sagra degli orrori da ambo le parti e la squadra di Ancelotti ha faticato e stentato, ma è stata brava a sfruttare le occasioni che ha avuto (e nella ripresa avrebbe potuto dilagare ancor di più), cosa che viene anche abbastanza facile se là davanti hai due tipi niente male come Inzaghi e Pato; Pippo e il Papero, sembrano una graziosa coppia da cartoni animati con quei soprannomi che hanno e, invece, sono un vero incubo per i difensori avversari: dimentichi un attimo Inzaghi in area e puntualmente lui ti punisce piombando sul pallone come un falco; limiti la vivacità di Pato nei pressi della porta e allora lui si defila e scaglia un missile da distanza siderale che incenerisce il portiere; se poi si mettono a far gara fra loro a suon di doppiette, per gli avversari non c'è scampo e i tifosi rossoneri possono divertirsi ed esultare, pregustando un'altra primavera piena di gol e vittorie. Continuando così il traguardo del terzo posto è più vicino e, con esso, l'ingresso in quella Champions League che Pippo e il Papero vogliono tornare a disputare, perchè Pato ne ha avuto solo un assaggio nella scorsa stagione, mentre Inzaghi proprio in Europa ha vissuto le sue serate più belle e segnato i più importanti fra i 300 gol in carriera.

Ancelotti conferma la squadra che ha battuto l'Atalanta con qualche piccolo e necessario cambiamento: rientra Ambrosini a centrocampo e Jankulovski può tornare sulla linea dei difensori, dove non c'è Senderos, come contro i bergamaschi, ma Favalli, a comporre con Maldini una coppia centrale alla quale non manca certo l'esperienza; con Kakà e Ronaldinho disponibili ma solo per la panchina e Seedorf ancora infortunato, tocca nuovamente a Beckham avanzare e accentrarsi a fare il trequartista, ruolo in cui non dà certo il meglio di sè ma che prova ad interpretare come sempre con grande professionalità, per dare una mano alla squadra in un momento difficile per colpa dei tanti infortuni. La coppia d'attacco, ovviamente, è composta da Pato e Inzaghi, perchè ormai è arrivata la primavera (a Siena c'è il sole e fa caldo) e, come al solito, Pippo rifiorisce e torna a segnare valanghe di gol; inoltre il traguardo dei 300 gol in carriera è vicino e per uno che ama tantissimo contare e catalogare tutte le sue reti, si tratta di uno stimolo fortissimo per continuare a far bene e trovare la via del gol con regolarità.

In un primo tempo costellato di errori banali commessi da entrambe le squadre, che sbagliano passaggi elementari e perdono moltissimi palloni, il Milan ha il merito di partire nel migliore dei modi, trovando il gol dopo soli sette minuti: Kharja è ingenuo nell'abbattere in area Flamini, che in quella posizione non poteva certo essere pericoloso; sul dischetto va Pirlo che realizza con un tiro forte e angolato che non dà scampo a Curci, che pure aveva intuito la direzione del tiro. E' il primo gol in questo campionato per il regista rossonero, ma non c'è nemmeno il tempo di annotare questo dato statistico, che arriva l'episodio sfortunato dell'infortunio ad Abbiati: il portiere in uscita si scontra accidentalmente con Favalli e il ginocchio si gira; si intuisce subito che si tratta di quaocosa di più di una semplice botta, perchè Christian chiede il cambio e si nasconde il viso fra le mani per il dolore, uscendo in barella. Entra Dida, che fa il suo esordio stagionale in campionato e per tutto il primo tempo resterà praticamente inoperoso, nonostante il Milan giochi al piccolo trotto, punti sul proverbiale possesso palla e rallenti troppo il ritmo, andando sempre più in difficoltà sul pressing degli avversari; ma il Siena non fa nulla di trascendentale (pur giocando meglio dei più quotati rivali), si limita ad alzare il baricentro e non tira mai pericolosamente nello specchio della porta. Il Milan, invece, è spietato e cinico e al secondo tiro in porta realizza il secondo gol: sull'angolo di Beckham, Inzaghi è appostato sulla linea dell'area piccola e trova la deviazione vincente grazie allo spazio colpevolmente concessogli dalla difesa del Siena, errore imperdonabile quando si ha a che fare con un rapace delle aree di rigore dotato di un eccezionale istinto del gol. Insomma leggi Siena-Milan 0-2 all'intervallo e pensi che i rossoneri abbiano dominato un avversario più debole e remissivo e, invece, hai assistito ad un primo tempo noioso e bruttino, con pochissimi tiri in porta.

Nella ripresa Ancelotti inserisce Kakà al posto di Ambrosini (ammonito nel primo tempo e che, in quanto diffidato, salterà la trasferta di Napoli); il Milan conferma di essere in una giornata di straordinaria vena realizzativa con percentuali che sfiorano il 100%: dopo dieci minuti, Pato prende la mira da una trentina di metri e scaglia un tracciante che si infila all'angolino, senza lasciare scampo a Curci, abbagliato da un autentico lampo di bravura del Papero rossonero e vanamente proteso in tuffo. Troppa grazia, verrebbe da dire e, in effetti, arriva il primo clamoroso errore sotto porta proprio da chi non ti aspetti, ovvero Kakà, che dimostra di essere ancora arrugginito dopo una lunga assenza, alzando in modo indecoroso sopra la traversa un pallone che doveva solo spingere nella porta spalancata davanti a sè. "Gol sbagliato, gol subito" dice un vecchio adagio ben noto a qualunque tifoso e chi se non il solito ex dal dente avvelenato, ovvero Maccarone, può essere l'autore del gol che fa rispettare la massima e teoricamente riapre la partita? La rasoiata di "Big Mac" si infila all'angolino basso e le brutte notizie, si sa, non vengono mai sole: poco dopo, infatti, Kakà prende un pestone sul piede che già l'ha fatto tribolare per un mese abbondante ed è costretto ad uscire, sostituito da Ronaldinho che, però, prima di entrare assiste da bordo campo al momento più importante della partita, un momento speciale per il compagno Inzaghi: proprio mentre la panchina chiede a Beckham di mettere fuori il pallone per consentire la sostituzione, l'inglese fa finta di niente e serve Pirlo, che premia il movimento di Inzaghi con una verticalizzazione perfetta che lo smarca solo davanti a Curci; per SuperPippo è un gioco da ragazzi infilare il pallone in rete, partendo sul filo del fuorigioco (un gol così importante non poteva che essere realizzato "alla Inzaghi") e scatenarsi in un'esultanza particolare e diversa dal solito, con tanto di maglia passatagli dalla panchina in cui c'è il suo nome e, invece del n° 9, un bel 300 come i gol realizzati in carriera; la speciale casacca viene mostrata ai tifosi rossoneri e celebra un momento che Inzaghi sicuramente ricorderà per sempre. La partita ormai ha poco da dire ma c'è ancora il tempo per il quinto gol, il secondo personale di Pato, lanciato magistralmente da Ronaldinho e che sfrutta l'uscita fuori tempo di Curci facendogli un tunnel in mezzo alle gambe e appoggiando il pallone nella porta ormai sguarnita. Nel finale Amoruso non sfrutta una favorevole occasione, Codrea colpisce la traversa e il Siena non riesce così a rendere meno pesante il passivo; la difesa rossonera si salva ma dimostra ancora una volta di essere tutt'altro che impenetrabile. Proprio all'ultima azione Beckham ha sul piede il pallone del 6-1, gentilmente fornitogli da Pato, ma sbaglia tutto mettendo sopra la traversa e, in fondo, è giusto così, perchè il punteggio premia i rossoneri al di là dei loro meriti e punisce troppo severamente il Siena.

Vittoria esagerata per un Milan spietato ma non particolarmente brillante o spettacolare; ovviamente va benissimo così, perchè è sempre meglio segnare tanto e vincere pur giocando così così, piuttosto che perdere giocando bene come spesso è successo ai rossoneri in questi anni; a volte il destino dà quello che ha tolto in precedenza, ma a volte il destino sa essere incredibile, creando magiche coincidenze: capita, così, che uno straordinario attaccante inizi la carriera in serie C giocando con la maglia del Leffe e segnando il primo gol fra i professionisti contro il Siena, per poi ritrovarsi, sedici anni e tre mesi dopo, a chiudere il cerchio e a fare cifra tonda (300 gol) contro la stessa squadra, per una di quelle magie che piacciono tanto ai tifosi ma anche a Pippo, che inizialmente avrebbe voluto tagliare questo prestigioso traguardo a San Siro davanti ai suoi tifosi, ma quando ha saputo di questa curiosa coincidenza, in cuor suo ha sperato nella doppietta al Siena e l'ha puntualmente realizzata, con il suo proverbiale tempismo perfetto. Inzaghi è uno dei simboli di questo Milan vecchio e incerottato ma che, con straordinario orgoglio, tenta sempre di rinascere dalle proprie ceneri ad ogni primavera, quando i primi tepori fanno svanire gli acciacchi e rigenerano le energie di un gruppo magari logoro ma pluridecorato e ricco di grandi giocatori che hanno fatto la storia del Milan e del calcio italiano in questi anni, visto che le uniche vittorie internazionali di questo decennio per il calcio nostrano sono venute grazie alla squadra di Ancelotti e ai suoi splendidi giocatori. Questa vittoria di Siena non passerà certo alla storia come tante altre ottenute da questa squadra, ma è importante per il raggiungimento di un terzo posto sempre più ipotecato; peccato per il grave infortunio ad Abbiati (auguri Christian!) e anche per il nuovo acciacco di Kakà; sembra cosa di poco conto, ma lo si diceva anche quaranta giorni fa, in occasione del primo "pestone" subito contro la Reggina e non vorremmo che la storia si ripetesse. Purtroppo questi infortuni hanno rovinato un po' la festa per il pokerissimo rossonero e per i 300 gol di Inzaghi, che, comunque, merita questa soddisfazione e ricorderà per sempre questo assolato e radioso pomeriggio senese.